Il Tirreno

Versilia

Il Comune vuole risposte dagli avvocati

Il Comune vuole risposte dagli avvocati

La lettera del Parco è stata messa nelle mani dei legali e degli uffici competenti a decidere

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TORRE DEL LAGO. «Il Regolamento delle concessioni impone che l’ente pubblico diffidi le attività che - sulle stesse concessioni demaniali - esercitino un’attività diversa da quella per la quale hanno ottenuto il rilascio della concessione. Diffida a non proseguire nell’illecito. Ma quale diffida possiamo inviare ai locali della Marina, ora che l’estate è finita e non si balla e non si fa rumore?». Il sindaco Leonardo Betti spiega di aver messo la questione nelle mani dei legali del Comune e continua: «Senza contare che andremmo a procedere su verbali che potrebbero essere impugnati da parte dei gestori dei locali...». I quali hanno già ricevuto le sanzioni da parte delle guardie del Parco, che hanno operato all’interno della delega di indagini da parte della Procura di Lucca. In tutta questa storia, però, almeno una certezza c’è e viene proprio dalla parole del primo cittadino: «Non possiamo permetterci che sei attività economiche perdano le concessioni».

Dello stesso avviso l’assessore all’ambiente, Gloria Puccetti: «Il Parco, sulla Marina di Torre del Lago, non ha quelle caratteristiche proprie del parco naturale. Non vedo osservatori, percorsi naturalistici, mi pare una zona abbastanza abbandonata. Io direi, insomma, che va cercata una soluzione dettata dal buon senso». Puccetti ha una proposta, che mette sul tavolo con l’idea che «possa diventare un metodo di lavoro». Una conferenza dei servizi, «che metta insieme tutti i soggetti che devono intervenire. Si stia riuniti anche tre giorni interni, se serve. Ma si esca con le idee chiare ed una decisione che sia dettata dal buon senso». Partendo da una considerazione che a Gloria Puccetti preme porre all’attenzione alla valutazione di tutti: «Gli stessi locali dei quali ci troviamo a parlare oggi in questa vicenda hanno fatto diventare Torre del Lago un luogo di feste meravigliose, delle quali si parlava in Italia e all’estero. Eravamo diventati il sito per eccellenza delle vacanze dei giovani e intorno ha tutto questo ha girato un indotto consistente».

Dall’estate 2011 il vento sembra cambiato, senza che la politica e gli Enti in cui la stessa di esprime sia stata in grado di trovare una soluzione per una fetta di economia che non merita questo trattamento. Considerando che tra il reato di alzare il volume dello stereo e la pena di perdere la concessione non c’è equilibrio alcuno.

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