Sicurezza
Il frazionamento deve passare dalla commissione consultiva
VIAREGGIO. «Finalmente il sindaco ha espresso una posizione chiara su Polo nautico affermando che "del frazionamento non se ne parla nemmeno”. E se questa posizione fosse stata subito espressa dall'am...
VIAREGGIO. «Finalmente il sindaco ha espresso una posizione chiara su Polo nautico affermando che "del frazionamento non se ne parla nemmeno”. E se questa posizione fosse stata subito espressa dall'amministrazione comunale di Lunardini, non sarebbero passati tre anni con la pratica giacente, come denuncia il segretario dell'Autorità portuale, Fabrizio Morelli». Interviene così l’area programmatica “La Cgil che vogliamo”, coordinamento versiliese. Questa mattina, alle 11,30, è convocato il Comitato portuale che ha all’ordine del giorno, per la prima volta, il frazionamento della concessione di Polo nautico.
La posizione del sindaco - continua la nota diffusa nella serata di ieri dall’area programmatica della Cgil - «deve essere il punto di partenza e ben venga un consiglio comunale che assuma una posizione chiara ribadendo gli indirizzi della delibera consiliare 34 del 2002 che sancivano il principio dell'interesse pubblico come strada maestra da percorrere per le scelte in merito alle concessioni. Sbaglia Morelli quando si ferma all'esame tecnico del problema: il porto di Viareggio ha bisogno di scelte strategiche sul piano economico e sociale, non di una burocratica e sterile gestione dei problemi. La concessione demaniale della Polo nautico è la più grande dimensionalmente e per la quantità di imprese, di attività e di servizi che vi insistono e pertanto il suo assetto non può essere disgiunto da un quadro di riferimento complessivo e da quegli indirizzi strategici che il Comitato portuale deve assumere dopo aver ricevuto il parere della Commissione consultiva. Il no al frazionamento significa richiamare le imprese agli accordi che non hanno rispettato, pretendere precisi piani industriali e quelle garanzie occupazionali vere per gli oltre duecento lavoratori già oggi attaccati agli ammortizzatori sociali e per tutti gli altri che operano nell'area. Ma è anche la precondizione per avviare un confronto tra le istituzioni, le categorie economiche, i sindacati, la città, sul futuro del porto e della nautica. La Cgil ha avanzato una propria piattaforma di richieste da cui può partire il confronto. Dopo il no al frazionamento sarebbe bene iniziare a discutere del futuro».
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