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Versilia

I balneari delusi dai Comuni

I balneari delusi dai Comuni

Presidio all’incontro sul demanio dell’Anci, ma i sindaci litigano tra di loro

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VIAREGGIO. Circa 200 balneari si sono ritrovati ieri a Firenze per un presidio in occasione dell’assemblea generale dei Comuni. Una protesta pacifica, conclusasi con la delusione per il sostanziale nulla di fatto uscito dall’incontro sul demanio marittimo.

Nell’incontro, infatti, i sindaci avrebbero dovuto affrontare le novità e gli eventuali indirizzi da dare sulle spiagge, in un momento in cui la gestione degli arenili sta conoscendo una mezza rivoluzione. Anche su pressione dell’Unione Europea, che sembra sempre più insofferente - e questo per i bagni è un problema - sul fatto che l’Italia continui a non affrontare il nodo delle concessioni demaniali marittime. Ma - da quanto raccontano i balneari - i sindaci si sono arenati su formalità burocratiche. Senza uscire dal vertice con una posizione univoca, anche perché si attende di capire la posizione delle Regioni sull’argomento.

In pratica, la situazione è ferma. Il progetto del Governo per salvare almeno le cabine e i locali, cedendone il terreno sottostante ai concessionari tramite il meccanismo del diritto di superficie, è finito in un cassetto. A ritirarlo è stato lo stesso Esecutivo, pare su pressioni delle Regioni, in particolare l’Emilia-Romagna. Sembra, infatti, che il Pd locale - in particolare i riminesi - abbia dichiarato guerra ai balneari, ritenuta categoria corporativa che nulla ha dato al litorale romagnolo, soprattutto in termini di investimenti. Questo fa sì che in Romagna si voglia puntare sulla messa all’asta delle spiagge in maniera da eliminare i balneari, boicottando perciò il piano del Governo. Ipotesi, naturalmente, vista come il fumo negli occhi dai concessionari versiliesi. Che restano, insomma, in attesa di capire cosa ne sarà delle loro attività. Poco credito, tra l’altro, riscuote l’ipotesi che il Governo stia lavorando a delle gare con punteggi favorevoli per i balneari, così come racconta l’Espresso. «È tutto ancora in alto mare - si dice - prima di arrivare a quel punto ce ne vorrà».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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