Attenzione
Genitori e Asl, lo scontro va in tv
Il Versilia nega ogni responsabilità: «Tempi rispettati» Il padre e la madre alla Rai: «Un’ora per arrivare all’Opa»
VIAREGGIO. Gli occhi di Klodiana Pezaku sono scuri e bruciati dallle lacrime. Mentre i tecnici della Rai le aggiustano il microfono per la trasmissione La Vita in Diretta, la giovane donna guarda lontano e piange. Il ricordo della inutile corsa nella notte per salvare la sua Ester - la bambina morta all’alba di martedì a otto mesi per un problema cardiaco - è ancora troppo vivo per poter riuscire a controllare le lacrime. Quasi in contemporanea con la diretta Rai la direzione dell’Asl (che ha rifiutato di partecipare alla trasmissione tv) ha organizzato un incontro con la stampa locale per ribadire la sua posizione. «Abbiamo portato a termine un audit con il personale e i rappresentanti della Regione - spiega il direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini affiancato dal direttore sanitario Grazia Luchini - la bambina è arrivata in 29 minuti dal Versilia a Massa. L’incidente all’ambulanza ha provocato un ritardo di otto minuti totali. Il secondo mezzo è arrivato sul posto in sei minuti. Escludiamo ogni tipo di errore. Alla famiglia vanno le nostre condoglianze».
Versioni in conflitto. A chiarire cosa è accaduto tra l’una e le sei di martedì mattina sarà quasi sicuramente la magistratura. Il racconto fornito dai genitori della bambina - che ieri in tv erano affiancati dall’avvocato Fabrizio Miracolo - è in forte contrasto con i tempi registrati dall’Asl Versilia. Per questo per stabilire eventuali errori e responsabilità serviranno indagini approfondite e delicatissime.
La telefonata. I punti controversi sono già stati messi in risalto dalla denuncia del padre. Innanzitutto c’è la prima chiamata. Il padre dice di essere stato rimbalzato al telefono tra diversi medici (e uno avrebbe anche detto «Che la cosa non era di sua competenza»). E di aver deciso di portare di persona la bambina all’ospedale Versilia perché l’ambulanza non arrivava. L’Asl replica che nelle chiamate registrate l’uomo non dice mai che la bambina era cardiopatica. «E’stato il nostro pediatra - aggiunge Baldacchini - a capirlo quando l’ha visitata: ha visto le cicatrici del precedente intervento».
Il viaggio. Anche la durata del trasferimento dal Versilia allOpa è sotto esame. I genitori e l’avvocato miracolo parlano di un’ora. Per l’Asl il trasferimento, incidente compreso, sarebbe durato invece 29 minuti. Otto i minuti persi per la rottra dell’ambulanza. Durante la diretta tv la madre ha detto di aver visto il fumo già un chilometro prima della rottura del motore. «C’era quel fumo - spiega - ma mi hanno detto di non preoccuparmi». La madre ha anche detto che al momento della rottura anche i macchinari dell’ambulanza si sarebbero fermati. «Non ho più sentito il beep», ha detto la donna. La direttrice sanitaria dell’ Asl Grazia Luchini ha detto che le batterie dei macchinari sono separate da quelle dell’auto.«Sono in grado di funzionare autonomamente, così come la culla pediatrica dove è stata messa la bambina per il trasbordo».
Il momento della morte. Per l’Asl Versilia la bambina è morta due ore dopo il suo arrivo all’Opa. Ma i genitori vogliono capire in che condizioni la piccola è arrivata all’ospedale massese. E se era già in arresto cardiocircolatorio. In attesa delle risposte restano nel cuore di tutti le paroile del padre. «E’ difficile esprimere cosa prova un padre che vede il proprio bambino che muore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google