Il Tirreno

Versilia

Bolletta pagata, ma staccano l’acqua

Bolletta pagata, ma staccano l’acqua

Odissea di un utente per far capire alla società Gaia che era tutto in regola

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. Quando ha visto gli operai di Gaia sigillare il contatore di casa disattivando, di fatto, la fornitura d’acqua a domicilio, Luca Biagi, ha pensato ad uno scherzo. «Anche se mi sono subito reso conto che era invece tutto vero. Mi hanno consegnato una lettera dove si parlava di mancato pagamento di bollette precedentemente emesse. Bollette, anzi bolletta che l’utente di riferimento, mia moglie, Barbara Biagi, aveva invece regolarmente pagato. Sta di fatto che ci hanno staccato l’acqua: del resto gli operai si sono limitati ad eseguire un ordine. A quel punto, e per l’ennesima volta, ho preso la macchina e mi sono recato negli uffici di Gaia con sede lungo la via Aurelia. Facendomi sentire con chi di dovere». Già perché la vicenda ha del paradossale: la fattura in questione, di 391 euro, andava in scadenza l’11 febbraio scorso. Luca e Barbara la pagano con un giorno di ritardo. Sembra tutto a posto. E invece «dopo qualche tempo Gaia ci invita a saldare la fattura di 391 euro. Fornisco i riferimenti del pagamento fatto, mi ringraziano e tanti saluti - prosegue Biagi - Passa un po’ di tempo e tornano all’attacco: evidentemente, non so perché, la fattura risultava ancora insoluta. Allora mi reco presso la sede di Gaia, esibisco la documentazione richiesta e gli uffici prendono nota che di insoluto non c’è un bel niente. Tre giorni fa, quando neanche pensavo più a questa storia ecco la lettera che parla di distacco utenza per morosità». L’utente ha poi risolto: «Il disagio subito, in termini di fornitura d’acqua, è stato minimo, ma il disservizio resta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini