Proteste
Uno spiraglio sul processo per l’eccidio di Sant’Anna
La Corte di Appello di Karlsruhe ha deciso di esaminare le condizioni mentali dei quattro imputati ultranovantenni. L’avvocato delle vittime: forse è la svolta
STAZZEMA. Forse le manifestazioni davanti al palazzo di giustizia di Stoccarda degli AnStifter (l’associazione di pacifisti tedesca) e la caparbietà di un’avvocatessa, Gabriele Heinecke, che non si è mai arresa di fronte alle decisioni dei giudici del suo paese, non sono stati vani. Si è infatti aperto uno spiraglio sulle indagini a carico dei 4 gerarchi delle Ss ancora in vita - erano 5 ma uno è morto di recente - e il processo a loro carico potrebbe avviarsi a breve.
Fino ad oggi Heinecke, legale di Enrico Pieri, superstite di Sant’Anna, era molto preoccupata del fatto che - come dichiarato qualche settimana fa all’Espresso - «gli imputati per l’Eccidio di Sant’Anna (al tribunale di La Spezia ndr) erano 14, ora si sono ridotti a cinque ultra novantenni, e non vorrei che la soluzione di questo procedimento fosse, per così dire, biologica». E difatti in questi giorni (il 4 ottobre) è deceduto Karl Gropler, così gli imputati considerati responsabili della strage di Sant’Anna si sono ridotti a 4. Tuttavia è proprio Heinecke che ha informato, con una nota inviata ai due superstiti Pieri e Mancini, e al consigliere di minoranza Gian Piero Lorenzoni, che ci sono alcune novità, tali da far supporre buone prospettive. E che hanno a che fare proprio con lo stato di salute delle ex SS. «Il fatto che la Corte d'appello di Karlsruhe - scrive Gabriele Heinecke - abbia deciso di esaminare la capacità degli indagati di partecipare all’udienza, vuol dire implicitamente che la domanda è ammissibile, altrimenti questi accertamenti non sarebbero necessari. Si può supporre, senza averne la certezza, che queste misure - continua l’avvocatessa - significhino che il tribunale sta valutando la possibilità di ordinare alla procura di formulare l’atto d’accusa».
Dunque, il processo potrebbe prendere il via. Perché altrimenti - si domanda Heinecke - si starebbe constatando attraverso i medici legali se gli imputati ex SS ancora in vita siano capaci di intendere e di volere? E tra i documenti inviati dall’avvocatessa tedesca c’è infatti la notifica della polizia criminale regionale del Baden-Württemberg, del 4 ottobre 2013, «da cui risulta - scrive Heinecke - che l’indagato Lippert è capace di intendere e di volere e deve solo sottoporsi ad un intervento chirurgico per un’ernia». Mentre un altro ex gerarca delle Waffen-Ss, Gerhard Sommer, sarà il prossimo ad essere visitato. «Sua figlia ha dichiarato che Sommer è demente mentre la documentazione presentata - spiega l’avvocatessa - non certifica un grado di demenza tale da impedirgli di seguire un processo in tribunale. Pertanto l’ufficiale sanitario del tribunale di Amburgo è stato incaricato di verificare se l’indagato Sommer realmente non è in grado di comparire in giudizio».
Il 21 giugno Gabriele Heinecke ha presentato il ricorso alla Corte d’Appello del tribunale di Karlsruhe, dopo che a Stoccarda era stato archiviato per la seconda volta. Quindi si attende a settimane se il ricorso, a nome di Enrico Pieri che simbolicamente rappresenta tutti i superstiti, è stato accolto o meno. Insomma grazie alla dedizione straordinaria che sta mettendo nella causa di Sant’Anna Gabriele Heinecke, a titolo volontario, si potrebbe essere giunti a qualche risultato. Ma anche se la Corte non avviasse il procedimento Heinecke ha già assicurato che si rivolgerà all’ultimo grado di giudizio tedesco.
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