Sicurezza
Il padre accusa: è stata tutta colpa dei ritardi
«Avevamo chiesto subito il trasporto all’ospedale di Massa ma nessuno ci ha ascoltato»
VIAREGGIO. «Avevo detto di portare mia figlia subito all’Opa, ma non mi hanno voluto ascoltare. Adesso non riesco nemmeno a parlare, il dolore è troppo grande». E’stata una lunga notte, terminata nel peggiore dei modi, quella vissuta da Gentian Teli e dalla moglie Klodiana Pezaku. Il cuore malato della loro piccola Ester, a soli nove mesi dalla nascita - la piccola era venuta al mondo il 27 gennaio scorso - ha cessato di battere. E adesso i due - che sin dalle prime luci dell’alba hanno chiesto l’intervento dell’avvocato Fabrizio Miracolo per assisterli (è stato lui chiedere di far chiamare i carabinieri)- vogliono che sia fatta chiarezza su ciò che è accaduto. La testimonianza resa dai due ai carabinieri è drammatica e contrasta con la ricostruzione ufficiale fatta dall’Asl. La battaglia delle perizie si annuncia aspra e delicata. Ma in questo momento a prevalere è il dolore di questa giovane coppia. Nel loro racconto c’è tutta l’angoscia di chi non riesce a capire cosa stia accadendo e poi si trova di fronte a un evento - il guasto dell’ambulanza - che ha dell’incredibile. «La bimba piangeva e l’ambulanza non arrivava - racconta l’uomo - così ho portato io la bimba al pronto soccorso. Al Versilia sono arrivato attorno alle 2 e ho chiesto il trasporto all’Opa. Da lì siamo ripartiti alle 4». La piccola soffriva di un problema al cuore e a maggio era già stata operata. Nel trasporto verso l’Opa qualcosa è andato storto. «Mia moglie che era a bordo mi ha detto di aver visto fumo durante il viaggio - spiega - quando io sono arrivato il mezzo era avvolto in una coltre. Hanno provato a riavviare il motore e si è sentito come uno scoppio. Ho aiutato a far scendere la lettiga con la bambina dal veicolo e ci siamo allontanati. Mia moglie mi ha anche detto che quando l’ambulanza si è bloccata le attrezzature di monitoraggio per far respirare meglio mia figlia erano ferme. Mentre aspettavamo l’altra ambulanza eravamo vicini a nostra figlia: non so dire se fosse viva. Della morte ho saputo solo alle sei dal personale dell’Opa».
Gabriele Dini
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