Sicurezza
“Rubava” i clienti agli ex colleghi: assicuratore condannato
La sentenza del giudice del lavoro dà ragione a una società viareggina: chieste anche perizie sulle firme dei clienti e sulle buste delle lettere
Un assicuratore che lascia l’ufficio dove lavora. E che, adire degli ex colleghi di lavoro nel frattempo diventati concorrenti, si porta via alcuni clienti. Dalla vicenda è nato un lungo contenzioso giudiziario che nei giorni scorsi ha avuto una nuova puntata di fronte al giudice del lavoro del Tribunale di Lucca: l’assicuratore alla fine, su decisione del giudice Francesca Cappelli, è stato condannato a pagare i danni per i clienti “soffiati” ai rivali.
Ad affrontarsi a colpi di carte bollate (come è già avvenuto mesi fa anche in tribunale a Viareggio) sono i rappresentanti della società Emme Erre (rappresentati dagli avvocati Gionata Bonuccelli e Roberto Valettini) e l’ex socio Antonio Maffei (i cui legali sono Giovanni Cai e Elia Pedone). L’insolito contenzioso è nato quando, nel 2004, Maffei ha lasciato la società cambiando sede di lavoro. Con gli ex colleghi era stato stipulato un patto di non concorrenza. Che, a dire della Emme Erre, non sarebbe stato rispettato. Per Maffei quel patto aveva un “oggetto indeterminato” e quindi era impossibile stabilire come rispettarlo. Ma per la Emme Erre, Maffei, approfittando delle sue conoscenze, avrebbe convinto alcuni clienti a cambiare compagnia. Per stabilire la verità si è fatto ricorso anche ad alcuni test grafologici. Le firme sulle polizze erano state redatte dai clienti che avevano cambiato agente, ma le intestazioni sulle buste, secondo i periti, sarebbero state vergate da Maffei. Così l’uomo è stato condannato a restituire i 2500 euro previsti dal patto. Inoltre il giudice ha rilevato che la Emme Erre, nonostante sia difficile quantificare il danno (visto che molti clienti conoscevano Maffei e a lui facevano riferimento), è stata, almeno per le “buste” sottoposte a test grafologico, danneggiata dal comportamento del rivale che dovrà pagare altri 4500 euro.
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