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È scontro sui rifiuti tra negozianti e Comune

È scontro sui rifiuti tra negozianti e Comune

Bindi (Ascom): il costo della raccolta è aumentato in maniera esorbitante La replica del vicesindaco: calcolo sbagliato, ci sarà solo l’adeguamento Istat

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FORTE DEI MARMI. Polemiche e polemiche sui servizi di raccolta della spazzatura, se sia meglio un metodo oppure l’altro, ma nessuno punta l’indice sulla spesa generale per questo servizio. La denuncia è di Alessandro Bindi a nome dell’Associazione Commercianti. «Nel novembre 2011 questa amministrazione ha firmato un contratto con Ersu della durata di 20 anni dove si stabilisce il costo di 76 milioni e 406 mila euro, circa 3,8 milioni all’anno. Ersu però prevede a inizio 2013, quindi a distanza di soli due anni dalla stipula del contratto, una spesa per il nostro Comune di 5 milioni 449 mila euro, e nei giorni scorsi apprendiamo sulla stampa che la spesa finale sarà addirittura di 6 milioni e 800 mila. Insomma nell’arco di due anni il costo è aumentato di 3 milioni annui che porterebbero il contratto ventennale a circa 140 milioni; il doppio della cifra contrattualizzata. Purtroppo certe cifre sono contenute nel Piano Tecnico Finanziario che Ersu ha presentato al Comune di Forte – prosegue l’Ascom - e indipendentemente da come sono composti certi costi (personale più macchine e attrezzature) su cui varrà la pena comunque di discutere, Ersu aggiunge al totale, e l'Amministrazione accetta, il 10% di costi di gestione e 15% di utile di impresa. Ma con le cifre in questione, come è stato gestito finora l'utile di impresa? È stato reinvestito o abbiamo incassato i dividendi? Queste valutazioni sono state fatte presenti in varie sedi ma non siamo ancora riusciti ad ottenere risposte alle nostre perplessità».

«Questa analisi dell’AssoCommercianti è priva di fondamento, - ribatte il vicesindaco Michele Molino - perché l’ampliamento del porta a porta compenserà l’aumento Istat, riducendolo di circa 50mila. Ho già spiegato nei giorni scorsi che non ci saranno aggravi di spesa per i cittadini, salvo l’adeguamento Istat, previsto dal contratto, e che prescinde dall’ampliamento del servizio e che sarà ridotto proprio grazie all’ampliamento della differenziata porta a porta - continua Molino - evidentemente le sole parole non sono bastate, servono le cifre. Nel contratto di affidamento del servizio di raccolta e pulizia emerge con chiarezza, che l’importo originario complessivo annuo di 3.800.000 euro, evidenziato da Bindi, in realtà è pari a 4.254.369 euro Iva inclusa. Bindi, infatti, erroneamente, non ha tenuto conto dell’Iva e ha confrontato i prezzi del 2011 senza Iva, con prezzi attuali che invece la comprendono. Inoltre, a tale cifra vanno aggiunti gli importi relativi allo smaltimento dell’indifferenziata. Pertanto, il costo annuo dei servizi di spazzamento, raccolta e valorizzazione (4.254.369 euro), oltre allo smaltimento (1.588.621 euro) è pari a 5.842.990 euro. Dal 2011 al 2013 l’importo è arrivato a 6.430.000 euro per l’Istat e per aggiunta di servizi. Nel 2014 avremo, comunque, un aumento Istat, legato alla legge e al contratto, di circa 200mila euro, ma nonostante ciò l’aumento complessivo sarà di 120mila euro, legato ai risparmi che si avranno sullo smaltimento dell’indifferenziata. Oltre a questo – conclude Molino- il Comune, in qualità di socio all’interno di Ersu, sta lavorando sulla possibilità di ridurre i margini di utile di impresa, in modo da diminuire ulteriormente il costo del servizio».(r.f.)

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