Stangata sui fumatori colpo mortale per le tabaccherie
I rivenditori versiliesi di sigarette sul piede di guerra contro il maxi aumento delle bionde: «Così chiudiamo tutti»
VIAREGGIO. L'aumento del prezzo delle sigarette che il Governo ha previsto tra le pieghe della Legge di Stabilità spaventa, o meglio terrorizza, i tabaccai. Al punto che la Federazione italiana tabaccai annuncia di essere pronta a proclamare lo stato di agitazione dell'intera categoria. Nel collegato fiscale sul quale stanno lavorando i tecnici del ministero del Tesoro (il collegato fiscale è il documento che contiene le coperture per gli interventi previsti nella legge finanziaria) potrebbe essere inserito un aumento di ben 40 centesimi a pacchetto. Una mazzata per i fumatori e per i commercianti.
«Se davvero questo aumento fosse confermato - dice Maurizio Fiorelli, titolare della rivendita di tabacchi di via del Pastore al Varignano, noi ci ribelleremo, perché significherebbe creare ulteriori pesanti problemi alla nostra categoria, problemi che andrebbero ad aggiungersi ai numerosi con cui dobbiamo fare i conti a causa della crisi che sta colpendo anche il nostro settore. In Versilia siamo circa 400 tabaccai: già c’è il calo della vendita dei Gratta e Vinci perché la gente ha pochi soldi a disposizione e quindi tenta meno la fortuna con questi giochi, se poi aumenta anche il prezzo delle sigarette...»
Il danno provocato dal provvedimento all’esame del governo avrebbe conseguenze pesantissime. «Ogni anno - afferma Fiorelli - ci sono stati ritocchi del prezzo nella misura dei dieci centesimi sulle sigarette e in questo modo abbiamo potuto anche sopportarli, ma questa volta è troppo, quindi mi auguro che venga rivista questa percentuale».
È forte il grido di allarme anche di Giovanni Risso, presidente della Federazione italiana tabaccai. «Le nostre piccole aziende familiari sono a rischio e ciò non è più sostenibile. La nostra redditività è in costante calo e occorre un aumento dell'aggio sui tabacchi per mantenerla almeno ai livelli del 2012. Ne va della sopravvivenza di una rete che per decenni è stata invidiata come una delle migliori».
Il presidente della Fit pone l'attenzione anche sul mercato illecito. «Occorre intervenire urgentemente da una parte contro il mercato illecito - aggiunge - e dall'altra respingere l'attacco scagliato dalle multinazionali del petrolio che puntando a inserire la vendita del tabacco nei loro punti vendita per la sola malcelata massimizzazione dei profitti, stanno tentando di scipparci il nostro lavoro. Il nostro è un grido d'allarme. Se non ascoltati siamo pronti a dare battaglia. Vogliamo risposte concrete, perché migliaia di aziende a conduzione familiare sono in serio pericolo».
Roy Lepore
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