Il Tirreno

Versilia

Muore 4 giorni dopo il parto in casa

Muore 4 giorni dopo il parto in casa

Non ce l’ha fatta il neonato di Camaiore che stava lottando dalla notte di lunedì all’ospedale Santa Chiara di Pisa

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Ha lottato fra la vita e la morte per quasi quattro giorni nella cullina della neonatologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa dove era ricoverato da lunedì. Poi, ieri, il suo cuoricino ha smesso di battere. Si è concluso in tragedia quello che doveva essere uno degli eventi più belli di Sonia Lombardi, trent'anni, di Camaiore: la nascita di un figlio. Un parto che Sonia aveva voluto fare in casa, assistita da una ostetrica, come avveniva un tempo nella gran parte delle famiglie. Un ritorno al passato che molti genitori sembrano riscoprire. E che, almeno sulla carta, non doveva comportare complicazioni, visto che la gravidanza era stata senza problemi e non sembravano esservi controindicazioni a quella scelta. Al momento del parto, però, non tutto è andato come doveva andare. E il bimbo, per cause ancora da stabilire, durante il parto ha avuto dei problemi respiratori. Fino al drammatico finale di ieri.

Tutto comincia nella notte tra lunedì e martedì, nell'abitazione di famiglia a Camaiore. A seguire Sonia nel parto in casa è un’ostetrica libera professionista. E dopo la consueta attesa, arriva il momento fatidico. Con la donna c’è, appunto, l’ostetrica che la segue. Ma il parto si rivela problematico. E le complicazioni emerse fanno richiedere l’intervento di una ambulanza del 118 per evitare conseguenze tragiche. Il personale medico brucia i tempi per impedire che ciò accada. Il bambino viene portato al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia. La mamma invece viene portata in ostetricia, ma non ne viene ritenuto necessario il ricovero perché almeno le sue condizioni non destano preoccupazioni. Il piccolo, invece, viene sottoposto alle prime cure che ne stabilizzano le condizioni, apparse subito molto gravi. Dopodiché, i medici della Pediatria avvertono la neonatologia dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. È lì, nella terapia intensiva neonatale, che il bimbo deve essere portato come da protocollo. E come da protocollo da Pisa parte l’ambulanza attrezzata con i neonatologi per procedere al trasferimento. Che avviene praticamente a tempo di record.

Quando arriva all'ospedale Santa Chiara, il neonato è in condizioni gravissime. I medici della neonatologia si prendono a cuore il suo caso e cercano in ogni modo di salvarlo nell'attesa angosciata dei genitori. Il suo quadro clinico resta disperato, ma il fatto che il piccolo superi le prime ore dopo il parto inducono in tutti un flebile ottimismo. Fino a ieri, quando la situazione precipita.

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