Toscana
I lavoratori della Misericordia «Consiglieri, fatevi sentire»
VIAREGGIO. I dipendenti delle cooperative della Misericordia scrivono ai consiglieri chiedendo che intervengano per risolvere la situazione. In una lunga lettera, si invitano i componenti del...
VIAREGGIO. I dipendenti delle cooperative della Misericordia scrivono ai consiglieri chiedendo che intervengano per risolvere la situazione. In una lunga lettera, si invitano i componenti del consiglio a trovare «un’idea di come uscire da questa situazione», e cioè il mancato pagamento di vari arretrati.
Le vicende di Misericordia e Reteversilia, che pure il presidente Roberto Monciatti continua a ritenere distinte, proseguono di pari passo. La situazione si sta facendo critica e la speranza è quella che all’orizzonte ci possa essere un po’ di luce. È quanto si auspica Patrizia, da quindici anni alle dipendenze di una delle Cooperative della Misericordia. «Svolgo un lavoro che mi piace, l’educatrice - dice - al De Sortis. Seguo i ragazzi più grandi nei compiti, accompagnandoli se devono andare in piscina o a fare altre attività. Ci sono bambini dai 3 ai 10 anni e poi quelli da 11 a 18, in tutto nell’istituto sono ospitati circa una ventina di ragazzi che vengono seguiti da noi educatrici. È un lavoro che mi piace, ovviamente come gli altri miei colleghi auspico che si possa riscuotere quanto prima quello che avanziamo». Questa situazione di precarietà ha comportato che anche nelle Cooperative della Misericordia, come è avvenuto per Reteversilia, ci sono stati dei dipendenti che si sono licenziati, perché avevano difficoltà economiche ed hanno preferito trovare tramite i sindacati delle formule per garantirsi almeno qualcosa in fondo al mese tramite cassa integrazione o altre formule. Tutti però desiderano che alla Misericordia si possa trovare la soluzione a questa situazione deficitaria che si è venuta a creare, magari vendendo in parte le proprietà immobiliari per poter ricavare i soldi per far fronte ai debiti che con il passare degli anni sono aumentati sempre più. Alla Misericordia tra le voci di passivo c’è anche quella del cimitero, che è stato costruito da parte dell'Arciconfraternita, ma la legge sulle cremazioni - che non obbliga più a dover portare al cimitero le ceneri - ha provocato la mancanza della vendita di diversi posti e con questo un calo drastico delle entrate.
Roy Lepore
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
