La manifestazione
Edicolanti, assemblea sui rapporti con i distributori
VIAREGGIO. È stata convocata per lunedì prossimo alle 21, nella nuova sede unica di Confcommercio Imprese per l’Italia Viareggio–Versilia, una riunione rivolta ai commercianti di giornali e riviste–e...
VIAREGGIO. È stata convocata per lunedì prossimo alle 21, nella nuova sede unica di Confcommercio Imprese per l’Italia Viareggio–Versilia, una riunione rivolta ai commercianti di giornali e riviste–edicolanti della Versilia. Ne dà notizia la Confcommercio con un comunicato nel quale dice che «fra gli argomenti all’ordine del giorno ci sono i rapporti con il distributore locale e, nello specifico, il compenso richiesto per il trasporto dei giornali direttamente alle sedi delle varie rivendite. Nella circostanza - prosegue la nota dell’associazione di categoria - verranno anche ipotizzate possibili soluzioni da proporre al distributore stesso e la eventuale programmazione di un incontro fra le parti».
Alla riunione viene annunciata la partecipazione di Gino Cerboncini, presidente provinciale di Snag Confcommercio, e Andrea Innocenti, presidente regionale e vicepresidente nazionale del sindacato. «Sulla questione dei rapporti fra distributori e giornalai - continua il comunicato della Confcommercio - si è espressa recentemente anche Snag Italia, con una lettera aperta inviata a tutti gli editori, nella quale si legge che “la diffusione della quasi totalità della stampa quotidiana e periodica è demandata a 90 distributori locali che operano in regime di monopolio. Onestamente agli edicolanti non sembra di relazionarsi con agenti o mandatari, in quanto i distributori si comportano come fossero i padroni del prodotto, che distribuiscono gestendo l'area loro assegnata come signori feudali”. I distributori – prosegue Snag Confcommercio Italia - “si sottraggono alle regole contenute nell’accordo nazionale di categoria; impongono ai rivenditori contratti di fornitura; sospendono a loro insindacabile giudizio la fornitura del prodotto; impongono la fornitura di prodotti che non siano quotidiani o periodici; stabiliscono in completa autonomia quali e quante pubblicazioni portare alle edicole. Siamo arrivati purtroppo ad un punto di non ritorno – chiude la lettera resa nota da Confcommercio - nel senso che il problema deve essere risolto con urgenza a fronte di 30 mila edicole, e molti più posti di lavoro, che rischiano di sparire nei prossimi mesi, tenendo conto degli oltre 18mila già persi negli ultimi anni, a seguito della chiusura di ben 10 mila edicole”».
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