Finanza
Il Centro di Sant’Anna ancora inutilizzabile
Per l’edificio realizzato per accogliere le migliaia di visitatori del Parco della Pace non sono bastati oltre due milioni di euro di finanziamenti e 10 anni di lavori
SANT’ANNA DI STAZZEMA. Il Centro di accoglienza di Sant’Anna di Stazzema è ancora chiuso. Un edificio marrone, dall’architettura insolita, che spunta da dietro al piazza appena entri in paese, è vuoto. Le comitive di turisti, migliaia ogni anno, che si recano nel Parco Nazionale della Pace, lo guardano incuriositi di passaggio, mentre si recano alla Vaccareccia. E finita la visita si riposano sul muretto della piazza della chiesa o su una scalinata (tempo permettendo) perché la struttura d’accoglienza è chiusa.
Formalmente il Centro è sempre un cantiere, sotto la direzione la ditta Ices Spa, di Pietrasanta. Un cantiere che sta per festeggiare i suoi dieci anni e 2 milioni e 400 mila euro. Metà finanziati con la legge che ha istituito il Parco nazionale della Pace, gli altri arrivati dal Ministero della cultura grazie all’intervento di Rutelli che da vice Primo ministro visitò Sant’Anna.
All’interno le sale sono vuote: manca l’arredamento e al piano superiore, nella foresteria per gli studenti, pavimenti e pareti sono ancora allo stato grezzo. C’è l’impianto elettrico, ma manca il riscaldamento «che sarà montato quando saremo alla fase finale, altrimenti si deteriorerebbe» spiega il sindaco, Michele Silicani. Così come i sanitari. Intanto però si cammina sul massetto di cemento, e all’esterno il progetto prevede una recinzione, un cancello e una scalinata d’accesso con gli autobloccanti, che però non ci sono ancora.
Per completare il Centro di Accoglienza sono necessari altri 200 mila euro. Finanziamento che il Presidente della Regione, Rossi, aveva assicurato più di un anno fa: era il 12 agosto 2012, a Sant’Anna, e c’era anche Martin Schulz presidente del Parlamento Europeo; il Sindaco Silicani aveva azzardato l’inaugurazione del Centro convinto ormai di una prossima apertura. Ma i soldi non sono arrivati. E l’apertura nemmeno.
«La procedura è aperta – spiega Silicani – il Comune sta ottimizzando il progetto insieme alla Regione, in relazione al finanziamento, per sfruttare al meglio le risorse promesse». Nel frattempo, a Sant’Anna si sente la necessità di un luogo dove ospitare comitive e organizzare iniziative. Per adesso si sfrutta il Museo della resistenza con la sua saletta conferenze.
I cittadini di Stazzema è da un po’ di tempo che attendono la fine dei lavori, iniziati nel 2004. «Nel 2003 sono stati progettati i lavori – prosegue il Sindaco Silicani che riepiloga le varie fasi – e l’anno seguente sono stati appaltati i lavori dalla precedente amministrazione, pochi giorni prima che subentrassi io come primo cittadino». E ci fu subito un intoppo: l’azienda contestò i lavori e un anno e mezzo se ne andò così: «Aprirono il cantiere e iniziarono i primi scavi» prosegue il Sindaco. L’amministrazione Silicani riprogettò l’opera pubblica «sulla base delle nuove normative antisismiche, e dopo il nuovo bando, a fine 2006, iniziò il primo lotto che si concluse nel 2008». La costruzione è al 40%. Arriva il secondo finanziamento di 1,5 milioni, dei quali 300 erano per le spese ordinarie del Parco della Pace. Ovvero 50 mila euro circa l’anno, come stabilisce la legge 381 del 2000, i quali per diversi anni non erano stati trasferiti al Comune di Stazzema. Nel 2009 parte la seconda fase dei lavori appaltati alla Ices Spa e si arriva fino ad oggi.
«Speriamo che entro il 70° anniversario di Sant’Anna la Regione ci dia almeno metà del finanziamento (90 mila euro) – conclude il Sindaco Silicani – così da far portare avanti i lavori alla stessa azienda senza un nuovo bando. Intanto devo complimentarmi con gli operai della Ices Spa che nonostante le condizioni climatiche hanno portato a termine la loro fase di lavoro nei tempi accordanti».
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