Italia
«Era noto che tre persone gestivano tutto in porto»
VIAREGGIO. È un anno “intenso”, il 2007 sul fronte del porto. È l’anno dell’approvazione del Piano regolatore portuale, recepito dal consiglio comunale (sindaco Marco Marcucci, amministrazione di...
VIAREGGIO. È un anno “intenso”, il 2007 sul fronte del porto. È l’anno dell’approvazione del Piano regolatore portuale, recepito dal consiglio comunale (sindaco Marco Marcucci, amministrazione di centrosinistra) il 16 maggio 2007. Ma è anche quello in cui si susseguono - di mese in mese - una serie di atti contrastanti in materia di destinazione di banchine e specchi acquei. In particolare per la banchina “Maestri d’ascia e calafati” (via Coppino) si passa dai 40 metri per la Capitaneria come da delibera 500 del 22 giugno, ai 60 metri del Protocollo d’intesa del 3 settembre, poi recepito da delibera dello stesso giorno.
Chi all’epoca aveva responsabilità per l’amministrazione comunale alle materie portuali, così ricorda: «Venne addirittura un ammiraglio a dirci che così doveva essere. Perché c’era addirittura un obbligo militare, una convenzione con Codecasa...per cui ci venne bloccata la possibilità di intervenire in quell’area lì...».
Ma come mai si passò da 40 a 60 metri di banchina disponibili per la Capitaneria? «Perchè intervenne anche il ministero. E ci fu impedito di mettere le mani lì».
L’amministrazione Marcucci - così il racconto che ci viene fatto - in realtà scalpitava: «Noi aspettavamo il Piano regolatore portuale. Con il pensiero che una volta che l’avessimo avuto avremmo cominciato a scoperchiare le pentole. Ed ora in effetti stanno cominciano ad essere scoperchiate e queste robe che circolano, e circolavano, di tre persone che erano quelle che gestivano tutto c’erano già allora ma noi non avevamo alcun elemento per farle venire fuori se non appropriarci del Piano regolatore e poi muoverci».
Insomma, «il puzzo si sentiva...», conclude il nostro interlocutore che ha chiesto di non essere citato, ma continua: «Le prove non c’erano e l’unica strada era quella di rendere alla città la proprietà di quest’area, diventare l’ente gestore, e allora sarebbe saltato tutto...Purtroppo finì la legislatura...». (d.f.)
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