Il Tirreno

Versilia

il giallo

Sparito il piano salva-balneari «Sabotaggio della Romagna»

Sparito il piano salva-balneari «Sabotaggio della Romagna»

VIAREGGIO. E alla fine il piano salva-balneari sparisce. Nella legge di stabilità, approvata ieri pomeriggio in Consiglio dei ministri, non c’è più la parte in cui si parla di vendita ai...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. E alla fine il piano salva-balneari sparisce. Nella legge di stabilità, approvata ieri pomeriggio in Consiglio dei ministri, non c’è più la parte in cui si parla di vendita ai concessionari delle porzioni di spiagge con le strutture, tramite il meccanismo del diritto d’opzione. Una vera sorpresa, che si tinge di giallo.

Perché questo progetto, nato dal confronto tra il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta e i balneari, era dato in approvazione fino a lunedì sera. Nessun segreto: lo avevano scritto tutti i principali quotidiani nazionali. Ora, invece, si vocifera che ci sarà un emendamento alla legge di stabilità, ma non è molto chiaro quale sarà il contenuto. L’impressione è che le Regioni abbiano fatto richiesta di vedersi attribuire la competenza sull’intero procedimento, che dovrà portare nelle casse pubbliche una cifra tra 1 e 2 miliardi di euro, e risolvere la questione aste delle spiagge. Una specie di anti-Bolkestein a vantaggio degli enti pubblici.

Ma il retroscena che circola tra i balneari è un altro. A rimuovere il piano dalla votazione del Governo sarebbe stato soprattutto il pressing dell’Emilia-Romagna. Il cui presidente, Vasco Errani, è il leader della Conferenza delle Regioni. E poi ci sono l’assessore regionale al turismo Maurizio Melucci, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il presidente della Provincia riminese Stefano Vitali, che stanno portando avanti una battaglia senza quartiere contro il piano Baretta.

Ma perché la Romagna ritiene necessario affondare il progetto? Sembra che il Pd locale, soprattutto a Rimini, abbia dichiarato guerra ai balneari. Ritenuti ormai non più adatti a gestire le spiagge. «In Romagna vogliono le aste - si sibila in Versilia - per liberarsi dalla categoria». E a gettare benzina sul fuoco c’è una dichiarazione di Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci, che dopo un vertice sul demanio ha chiesto un confronto al Governo «per l’applicazione della direttiva Bolkestein». Per i balneari, poco meno di una dichiarazione di guerra.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa