Sicurezza
Musica e spettacolo al Maki: non è reato
Il giudice assolve i gestori del locale dall’accusa di aver fatto ballare la clientela senza autorizzazioni
VIAREGGIO. Assolti perché il reato non sussiste: ballare al Maki Maki, insomma, non è cosa da andare sotto processo. Così ha stabilito, ieri mattina, il giudice Nidia Genovese, assolvendo i titolari del locale che in piena estate si erano visti mettere i sigilli al locale, per ordine della Procura (pm Aldo Ingangi). È stata, quella appena trascorsa, la stagione dello stop alla movida, imposto tra azioni delle polizia municipale e provvedimenti arrivati da Lucca.
La sentenza di ieri spazza via un’estate devastante per i locali del divertimento notturno sulle Marine di Viareggio. «Quando il giudice mi ha domandando “cosa vuol dire che la clientela si muove?” ho a mio volta domandato “mi dica cosa significa ’ballano’”»: così il racconto di Emiliano Cerri, che tira un sospiro di sollievo insieme al collega Edoardo Berti, entrambi assistiti dall’avvocato Gabriele Parrini che ha creduto fin dall’inizio che il ricorso ai sigilli potesse risolversi a favore dei titolare del locale della Darsena.
Accusato di essersi trasformato in una discoteca a cielo aperto, senza avere né i requisiti né le autorizzazioni previste. Per motivare il ricorso, l’avvocato Parrini aveva sostenuto che all’interno dei locali dove si somministrano cibi e bevande può comunque essere svolta attività di intrattenimento, sempre che ciò non costituisca l’attività prevalente del ristorante o del bar.
Chiamare il dj od avere una consolle per un po’ di musica, insomma, non costituisce reato. Soprattutto perché al Maki Maki non veniva fatto pagare un ingresso né vi era maggiorazione sui prezzi nelle serate contrassegnate anche dall’intrattenimento musicale. Insomma, spiega Cerri, «l’importante - e questo è stato riconosciuto - è che l’attività principale non sia modificata».
Il pm Ingangi aveva chiesto due mesi di carcere e mille euro di ammenda. Ma la movida viareggina è finita, invece, assolta. Almeno per quanto riguarda l’annoso dilemma ballo o non ballo sotto le stelle.
Certo, rimangono aperti tutti gli altri contenziosi che hanno contrassegnato un’estate bollente da questo punto di vista. «Ma io sono felicissimo - sottolinea Cerri nel commentare la sentenza - e questo è davvero un altro passo in avanti per le nostre Marine».
Un passo in avanti che può essere un bel “mattoncino” per tentare di ricostruire, partendo da queste sentenza, uno scenario estivo 2014 che non metta in scena gli stessi meccanismi devastanti per l’immagine della città e la sua attrattiva turistica. (d.f.)
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