Sicurezza
La Misericordia licenzia Via quattro dipendenti
La Confraternita di Torre del Lago aveva avviato tre mesi fa la cassa integrazione Il presidente Gragnani: «Addolorati, ma costretti a farlo per evitare la chiusura»
TORRE DEL LAGO. Da oggi quattro dipendenti su tredici della Misericordia di Torre del Lago non saranno più al lavoro. È arrivata, infatti, la lettera di licenziamento agli autisti Simone Rossi, dal 2003 in servizio, a Sandro Bini (anche lui dal 2003), Massimiliano Pastechi, dal 2007 e Francesco Volpe, il più anziano con 24 anni di militanza.
Prima di arrivare al licenziamento c’era stato un periodo di tre mesi circa di cassa integrazione, che doveva servire per trovare una soluzione ai problemi economici che si sono venuti a creare alla Misericordia. Invece anche questa soluzione non è servita per far quadrare i conti ed il Magistrato si è trovato costretto a dover prendere questa decisione. «Ho una bambina di 13 mesi e da oggi mi sono trovato insieme ai miei colleghi senza lavoro - dice Massimiliano Pastechi - abbiamo riscosso il 10 di questo mese la mensilità di maggio, quindi siamo indietro anche con gli stipendi. Non ce lo aspettavamo, è un bel guaio davvero per tutti noi».
Il presidente della Misericordia Paolo Gragnani intende evidenziare che è stata una decisione molto sofferta, ma inevitabile. «Non è stato facile, né per me, né per gli altri componenti del Magistrato dover licenziare dei dipendenti - dice - però sono pronto a dimostrare a chiunque con i conti, che sono trasparenti, che dovevamo fare qualcosa prima che fosse troppo tardi. Entro la fine dell’anno ci sarà un pensionamento, quindi dal 2014 rimarranno in forza 8 dipendenti. Ci auguriamo di non dover effettuare altri interventi». Ma a cosa è dovuta questa situazione deficitaria? «A vari fattori. Basti pensare che nel 2012 abbiamo chiuso il bilancio con un passivo di 172mila euro, che nei primi sei mesi del 2013 i servizi hanno registrato un calo di 43mila euro, rispetto all’anno scorso ed ora il deficit è destinato ad arrivare a 60-70mila. C’è stato, poi, un calo da 130mila euro a 82mila per le convenzioni specialistiche. Insomma sono numeri inconfutabili che descrivono la realtà di quella che per Torre del Lago, si può considerare certamente, la più grande azienda esistente». Nei mesi estivi avevate recuperato dei soldi dalla spiaggia attrezzata. «È vero, ed erano serviti per pagare gli stipendi. Dobbiamo saldare però le restanti mensilità, non solo per coloro che sono rimasti in servizio, ma anche per coloro che sono stati licenziati a cui devono andare il Tfr e le altre spettanze. Abbiamo messo in vendita anche alcuni immobili per cercare di recuperare soldi. Stiamo cercando tutte le strade percorribili, visto però che nessuno nonostante la crisi che ormai da tempo si era fatta evidente ha cercato soluzioni alternative, siamo stati costretti ad un certo punto di questo percorso a dover licenziare. Ci dispiace, ma ripeto: non potevamo fare diversamente».
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