Toscana
Il piano per salvare i bagni sparisce dalla legge di stabilità
I gestori degli stabilimenti versiliesi accusano la Romagna di aver voluto eliminare la norma per evitare le aste
Versilia contro Romagna per il piano di salvataggio dei balneari. Nella legge di stabilità, approvata ieri pomeriggio in Consiglio dei ministri, non c’è più la parte in cui si parla di vendita ai concessionari delle porzioni di spiagge con le strutture, tramite il meccanismo del diritto d’opzione. Una vera sorpresa, che si tinge di giallo.
Perché questo progetto, nato dal confronto tra il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta e i balneari, era dato in approvazione fino a lunedì sera. Nessun segreto: lo avevano scritto tutti i principali quotidiani nazionali. Ora, invece, si vocifera che ci sarà un emendamento alla legge di stabilità, ma non è molto chiaro quale sarà il contenuto. L’impressione è che le Regioni abbiano fatto richiesta di vedersi attribuire la competenza sull’intero procedimento, che dovrà portare nelle casse pubbliche una cifra tra 1 e 2 miliardi di euro, e risolvere la questione aste delle spiagge. Una specie di anti-Bolkestein a vantaggio degli enti pubblici.
Per i balneari versiliesi a rimuovere il piano dalla votazione del Governo sarebbe stato soprattutto il pressing dell’Emilia-Romagna.
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