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Le nomine alla Multiservizi spaccano la maggioranza

FORTE DEI MARMI. «Sel non può accettare in silenzio che gli impegni sottoscritti vengano disattesi dal Sindaco medesimo e dal Partito Democratico». Lo afferma in un comunicato la dirigenza cittadina...

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FORTE DEI MARMI. «Sel non può accettare in silenzio che gli impegni sottoscritti vengano disattesi dal Sindaco medesimo e dal Partito Democratico».

Lo afferma in un comunicato la dirigenza cittadina di Sinistra Ecologia e Libertà.

«Sel – contrattacca Franco Dazzi a nome del partito - non è in preda né a mal di pancia né ad attacchi d’ira. Sinistra Ecologia e Libertà è invece un gruppo politico di cittadini e cittadine che si impegnano sui problemi del paese. Ed è disponibile al confronto con chiunque si dichiari pronto ad operare per il bene comune, dimostrandolo in più occasioni. E anche rispetto alla vicenda del rinnovo delle cariche ai vertici della Multiservizi c’è necessità di alcuni chiarimenti».

«Intanto ricordiamo che Arnaldo Federigi - continua Dzzi - fu nominato nel 2007, quando Sel non esisteva ancora. Fedele agli impegni ed agli accordi presi, ha rassegnato le sue dimissioni, concordate a suo tempo con il Sindaco. Così come hanno onorato gli accordi e gli impegni Tommasi e Felici, gli unici assessori, in Giunta, a dichiararsi disponibili alle dimissioni, per dare corpo alla proposta, propria del Sindaco, di allargare la partecipazione degli eletti al governo del paese. Tommasi, lo ha fatto, consentendo l’ingresso in Consiglio Comunale di Francesco Mattugini, mentre Felici, che ha dato, già da tempo, la sua piena disponibilità, è ancora in attesa delle decisioni di Buratti, e così il primo dei non eletti, Lorenzo Lucacchini, per ora resta fuori» .

«Ecco perché Sel, coerente col programma concordato - afferma Dazzi - non può accettare in silenzio che gli impegni sottoscritti vengano disattesi dal Sindaco medesimo e dal Pd. Ci riferiamo, per esempio, ai criteri dichiarati in via preliminare, in base ai quali avrebbero dovuto avvenire le sostituzioni di Federigi e Stagetti, che invece di ispirarsi al rinnovamento, alla professionalità ed alla competenza, hanno, al contrario, espresso la nomina del segretario del Pd e di un membro dello stesso direttivo. Ci riferiamo, all’essenza stessa del programma amministrativo, la Partecipazione, verso la quale l’attenzione dell’Amministrazione è spesso approssimativa ed il più delle volte, insoddisfacente. Ci riferiamo in sintesi ad un modo di governare lontano dalle linee definite, concordate e condivise dal programma, un modo di governare basato sulla collegialità, in cui il Sindaco non è un “padrone della decisione”, bensì un “direttore d’orchestra, animatore di procedure di dibattito” nello spazio pubblico». Pesanti critiche, insomma. E neppure le prime del genere indirizzate a Buratti da una parte della maggioranza che lo sostiene.

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