Toscana
Capitano viareggino finisce nei guai in Turchia
L’uomo è accusato di aver inquinato le acque di una nota località turistica Rogatoria internazionale per interrogarlo dopo l’episodio che risale al 2012
VIAREGGIO. Un piccolo giallo internazionale. E soprattutto una brutta sorpresa arrivata dalla Turchia per un capitano di yacht viareggino accusato dalle autorità di Ankara di aver inquinato le acque di un porticciolo all’interno di un parco. Per raggiungerlo è stata anche inviata una rogatoria internazionale: l’uomo sarà così interrogato nei prossimi giorni.
La vicenda. Il fatto risale all’estate 2012. Il capitano viareggino, un marinaio piuttosto esperto, si trovava a bordo del motor yacht da lui comandato, il Benedycta (un bellissimo 35 metri prodotto dalla Fipa nel 2001 e battente bandiera portoghese). L’imbarcazione era ormeggiata nella localtà di Fethiye-Mugla, una meravigliosa località turistica che si trova nel sud-ovest della Turchia tra Bodrum e Antalya. Secondo la versione fornita dalla Capitaneria di Porto della cittadina il capitano avrebbe pulito il ponte della barca facendo cadere del detergente nelle acque del porto (che si trova in una zona protetta). L’uomo nega questa circostanza e afferma di aver rispettato tutte le regole.
Il piccolo giallo. La capitaneria subito dopo il controllo avrebbe portato il capitano viareggino negli uffici per gli accertamenti del caso. Dopo un breve colloquio - a fare da interpreti c’erano alcuni dipendenti di una agenzia marittima locale - il capitano ha pagato quella che sembrava una normale multa, da oltre mille euro. Poi è tornato sull’ imbarcazione e ha ripreso il suo viaggio nel Mediterraneo.
Rogatoria internazionale. Ma la vicenda non si è conclusa con la multa. Un anno dopo il fatto all’uomo è infatti stato notificato un documento scritto in turco in cui si parlava di reati ambientali e si parlava della necessità di affrontare un interrogatorio per evitare una condanna. Nei prossimi giorni il capitano - che è difeso dagli avvocati Paolo Martini e Debora Ianniello - dovrà presentarsi dai carabinieri di Viareggio per l’interrogatorio che poi dovrà essere tradotto e inviato, tramite il ministero della Giustizia, al tribunale turco che lavora sul caso. Della vicenda si è interessata anche l’ambasciata italiana.
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