Gioco
Banchine ai lavori: sì alle concessioni contro l’illegalità
È la proposta di Giovanni Giannerini (Viareggio porto): così si mette fine ai finti interventi per restare ormeggiati
VIAREGGIO. Affidare le banchine destinate ai lavori a chi le gestisca alla luce del sole: è la proposta che arriva da Giovanni Giannerini, presidente della Viareggio porto sull’argomento che sta “scaldando” la discussione in Darsena. «Che sia la Viareggio porto, o il consorzio “Navigo”, od un privato di fiducia degli enti pubblici il risultato non cambia: spezzare quel meccanismo attuale per cui per stare in banchina fanno finta di fare i lavori».
Il nuovo Regolamento per le banchine ai lavori, messo a punto da Autorità portuale e Capitaneria, sembra di capire non essere giudicato sufficiente: «Capita - continua Giannerini - di scrivere una cosa e poi rendersi conto, nella realtà, che lo strumento adottato non funziona. Certo, il Regolamento è un segnale. Ma si può sempre cambiare». Nel senso, spiega il presidente della Viareggio porto, «che ha messo nero su bianco il fatto che se una barca deve fare i lavori, per il tempo strettamente necessario non paga, ma se poi vuol restare in porto allora valgono le stesse regole per tutti. Si paga, lecitamente, e non a chi viene ad estorcere denaro».
Parole pesanti, quelle di Giannerini. Che insiste: «È chiaro che se hai finito i lavori o non li devi fare hai necessità di trovare un posto dove stare. E la condizione attuale del porto di Viareggio è quella per cui mancano i posti. Così si finisce per pagare a chi va a chiedere i soldi al nero...».
L’argomento gestione delle banchine è stato al centro anche dell’assemblea dei soci di “Navigo”, la scorsa settimana: «La gestione affidata a “Navigo” avrebbe un senso, visto che si tratta di un Consorzio di imprenditori del settore - è il ragionamento proposto da Giannerini -: ma non con gli sconti che lo stesso Consorzio ha in mente in virtù del fatto di avere, al proprio interno, soggetti pubblici. Questo mi sembra un risvolto poco imprenditoriale...».
Viene in mente la risposta che abbiamo ricevuto negli uffici dell’Autorità portuale a proposito della banchina “Natino”, il cui specchio acqueo è stato chiesto in concessione dal Consorzio “Cittadella della pesca” senza ottenere risposta. Alle domande del “Tirreno” la funzionaria Patrizia Lippi ha ampiamente spiegato che va «garantito a tutti l’uso delle banchine pubbliche». Uso da mantenere e difendere, è stato sottolineato con forza. Ed allora - la domanda è legittima - perché pare così difficile immaginare - finalmente - che possa esistere un porto a Viareggio un sistema sano per la gestione pubblica delle banchine ai lavori?
Triangolino. Giannerini annuncia un passo indietro rispetto all’ipotesi formulata poco tempo fa nel senso della collocazione di pontili al Triangolino in attesa di poter dare il via ai lavori per la realizzazione del vero e proprio approdo turistico. «Perché venga meno la prescrizione della Regione per la quale i lavori potevano iniziare solo una volta terminato il terzo lotto dell’asse di penetrazione, la Regione chiede che sia approvato il progetto definitivo del tratto tra via Pisano e via Indipendenza. Certo, serve l’accordo con la Fervet di Giuseppe Balducci. Oppure che la Regione dia i soldi per l’esproprio. Io credo che l’accordo tra Balducci e Comune sia possibile...».
Madonnina. «Per quest’anno le tariffe dell’approdo alla Madonnina non aumenteranno», annuncia Giannerini, che continua: «Il bilancio sarà analizzato nella prossima primavera e a quel punto vedremo». Ieri sera il consiglio di amministrazione della Viareggio porto ha discusso dell’adozione di un albo dei fornitori e di un bando per dotarsi di uno sponsor unico.
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