Sicurezza
Rifiuti: si cambia «Città troppo sporca e servizi costosi»
Lo sfogo dell’assessore all’ambiente Gloria Puccetti che annuncia: rivedremo le cifre e le modalità di raccolta
VIAREGGIO. Obiettivo: «un servizio migliore per la città». Parla così Gloria Puccetti, assessore all’ambiente e vice sindaco, nelle cui mani sta la “partita” rifiuti che si gioca a Viareggio, ma non senza la Versilia tutta. «Già da questa settimana – annuncia Puccetti – sarà avviata una serie di incontri allo scopo di capire come migliorare il servizio di raccolta rifiuti. E come, quanto prima, sarà possibile arrivare ad un servizio porta a porta più spinto». Perché - Puccetti non lo nasconde – «con i 21 milioni che Viareggio paga sul fronte rifiuti dovremmo avere una città che è uno specchio». Una cifra, insomma, con la quale diventa impossibile perfino ingaggiare Mastro Lindo…
«È indubbiamente necessario un controllo maggiore sul contratto di servizio affinché tutto quello che è scritto venga fatto» insiste l’assessore all’ambiente. Sembra assurdo doverlo sottolineare, ma lo stato dei cassonetti è quotidianamente sotto gli occhi di tutti e racconta che, in questi mesi di nuova amministrazione e nuove nomine, lo stato della raccolta dei rifiuti è peggiorato. Sulla questione costi e qualità del servizio pone la domanda delle domande Amando Mancini, storico rappresentante sindacale proprio in Sea: «Perché di fronte a politiche di riduzione dei rifiuti e di fronte a una diminuzione dei consumi e quindi dei rifiuti, i cittadini pagano di più? Come si può fare per risparmiare e, contemporaneamente migliorare il servizio, estendere la differenziata e ridurre, scientemente i rifiuti? La risposta è semplice complicata al tempo stesso. Due aziende, tre aziende, quattro aziende costano sempre più di una. Mi riferisco, per quanto riguarda Viareggio e Camaiore, a Sea Ambiente, Sea Risorse, Ve.Ra, per la quota che i cittadini dei due Comuni devono pagare, oltre ai costi delle altre aziende private "collaterali" che lavorano, per conto di Sea Ambiente, Sea Risorse e Ve.Ra. Se poi estendiamo il problema a livello di Cav vi è anche l'Ersu come costo ulteriore, del restante 40% dei rifiuti, per i cittadini versiliesi. Ci credo che si paga una sassata e non si riesce ad avere un servizio all'altezza dei costi sostenuti nè una riduzione, intenzionale ed efficace dei rifiuti, al di la delle buone intenzioni, della propaganda o della crisi. Il centro del problema è questa situazione economicamente perversa che mantiene in piedi una serie di storture vincolanti le quali "strangolano" ogni possibile soluzione alternativa migliore rispetto a quella, "obbligata" del continuare a mantenere un eccessivo carrozzone».
Mancini tocca, nel suo intervento, la questione sul tavolo del Comitato ambiente Versilia, il nodo che non sciolto rischia di paralizzare il sistema versiliese dei rifiuti che ha costi a peso d’oro: «Se si facesse una sola azienda versiliese essa potrebbe disporre di un budget di circa 60 milioni di euro che potrebbe portare all'assunzione di 500 persone e a far passare dalle intenzioni alla realtà il progetto Favoino. E se i cittadini decidessero che è ora di finirla? In fondo siamo noi la maggioranza!».
Il tema dell’azienda unica dei rifiuti ha attraversato – e attraversa in questi mesi – la vita ed il futuro dell’impianto di Pioppogatto. «La volontà politica dell’amministrazione di Viareggio – afferma Puccetti – è quella di aderire al progetto “Rifiuti zero”». Anche se – Puccetti non lo nasconde – in città la quota di rifiuto indifferenziato «sta aumentando. Perché il cittadino non crede nella differenziata e non ne vede benefici in bolletta». Già. Riuscire a pesare il rifiuto prodotto e pagare realmente per quanto non si smaltisce in altro modo sembra – a Viareggio – più difficile che trovare acqua nello spazio. In realtà era su Pioppogatto nuova gestione (la società “Vera”, costituita da Sea ambiente e Sea risorse) che si concentravano le speranze di cambiamento. Con la creazione della ricicleria (l’autorizzazione è stata chiesta da “Vera” alla Provincia nel febbraio scorso ma la risposta non c’è ancora), la rimessa in funzione dell’impianto di codigestione anaerobica, l’adattamento della struttura al fantomatico Progetto Favoino che la Provincia ha pubblicizzato in giro come la statua del Santo patrono per poi porsi in stand-by in attesa che i Comuni della Versilia lo finanzino, come va ripetendo da troppo tempo l’assessore provinciale all’ambiente, Maura Cavallaro. «Pioppogatto – sottolinea Puccetti, che è anche consigliere provinciale di Sel – potrebbe diventare il più grande impianto di recupero rifiuti della Toscana». L’unico rimasto nel Piano regionale, le fa eco l’assessore Cavallaro. Nel frattempo, però, lo stesso impianto – tornato in funzione da oltre un anno - si ritrova a fare i conti con un problema di autorizzazioni, saltato fuori dal cilindro dopo una recente visita di Arpat. Tanto che, appena il “Tirreno” ha posto la questione, la stessa Provincia ha precisato:«L'impianto di Pioppogatto ha la medesima autorizzazione di quando era in attività anche quello di Falascaia – spiega Cavallaro – ma effettuando adesso un servizio diverso, poiché non esiste più la linea Cdr, è necessario variare anche quanto previsto dalla documentazione».
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