Il Tirreno

Versilia

Mori-Mallegni, denunce pronte a partire

Lo scontro tra il vice-sindaco e l’ex primo cittadino si inasprisce e potrebbe finire in tribunale

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PIETRASANTA. Carte bollate e ostilità mai sopite. E così la lite, giudiziaria, fra l’ex sindaco Massimo Mallegni e il già preside delle Stagi, Vinicio Rovai – conclusasi a favore dello stesso Mallegni di fronte alla Cassazione - rischia di riproporsi in tribunale per un muro contro muro che vede oggi opposti Mallegni e l’attuale vice-sindaco Luca Mori. Come noto Rovai aveva denunciato Mallegni per alcune dichiarazioni, ritenute lesive della sua persona e pronunciate durante un incontro del 2009 in S.Agostino: accuse - sostenute davanti al Giudice di Pace da una testimonianza di Mori che di Rovai è fra l’altro genero - respinte, però, dal Giudice in questione. Da qui l’ultimo step davanti alla Cassazione che, alla fine, ha bollato come inammissibile il ricorso. Tutto finito, allora? Ovviamente no: Rovai ha bollato la sentenza come viziata da un errore formale nella presentazione del ricorso, dichiarandosi pronto a rivalersi, nei confronti di Mallegni e di chi quell’errore l’ha commesso, in ogni sede. Da qui la missiva, di Sandro Guerra, legale di Mallegni. «Le sentenze penali di assoluzione perché il fatto non sussiste fanno stato nel giudizio civile di danno: non si comprende, perciò, che causa civile intenda fare il signor Rovai, che piuttosto la potrebbe subire. Rovai ha diffuso notizie non vere, laddove fa credere di sapere il motivo per cui la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del pm: solo quando saranno depositare le motivazioni lo sapremo. Faccio notare che la Corte di cassazione – scrive Guerra - non ha mai detto che il ricorso era fondato, altrimenti lo avrebbe accolto; il PG ha chiesto l'accoglimento, ma è una parte che rappresenta l'accusa in cassazione, e il ricorso era fatto dal Pubblico Ministero lucchese, non da Vinicio Rovai. Fra l’altro quello del vizio di forma è un tema toccato dal sottoscritto in discussione, quando ho chiesto che il ricorso fosse dichiarato inammissibile; ho quindi chiesto anche di dichiarare inammissibile il ricorso perché manifestamente infondato e proposto per motivi non consentiti nel giudizio di legittimità. Non sappiamo quale profilo abbia accolto la Corte».

Fin qui Guerra, per conto di Mallegni, a cui replica, con un’altra missiva, Mori. «Rimango sbalordito dalle parole di Mallegni: a Mallegni dico chiaramente che non mi fa assolutamente paura e che le sue intimidazioni non mi sfiorano minimamente. Sono pronto a ribadire le mie dichiarazioni di fronte achiunque. Mallegni sta preparando la sua campagna elettorale spargendo veleni su chi la pensa come lui. La gente è stufa di questo modo di fare». (l.b.)

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