Sicurezza
Comune contro la sala slot Il Tar dà ragione ai gestori
Il locale è stato chiuso con un’ordinanza ma il primo round in tribunale si chiude a favore della società che violerebbe le regole sulle attività ammesse in centro
FORTE DEI MARMI. Niente kebab, compro oro e sale slot, nel centro storico di Forte dei Marmi? Sarà da vedere. Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana sembra infatti aver messo in discussione la delibera con la quale l’amministrazione comunale individua le attività commerciali alle quali è vietato aprire i battenti nelle esclusive vie della capitale mondana della Versilia. Lo ha fatto accogliendo l’istanza, di misura cautelare provvisoria, del titolare della sala slot Si.Fa. Games Srl di via Matteotti, che era stato costretto a chiudere la propria attività il 18 settembre, dopo un’ordinanza del comune di Forte dei Marmi.
Il regolamento comunale secondo la delibera 25 del 30 aprile 2013 stabilisce che le agenzie di scommesse, sale bingo, ambienti dedicati all’istallazione degli apparecchi VLT” (videolottery) sono bandite dal centro storico. Tuttavia la sala slot in questione, come tutte, per aprire ha fatto leva sulla autorizzazione della Questura di Lucca, regolarmente rilasciata a maggio 2013. E l’attività è stata aperta senza problemi.
Almeno fino a settembre.Perché passata la stagione estiva, arriva l’ordinanza con cui il Dirigente del Ufficio Suap del comune di Forte dei Marmi dispone la cessazione dell'attività. Così l’avvocato difensore del titolare della Si.Fa Games Srl ha fatto ricorso al Tar che, in attesa della sentenza che in attesa di una discussione nel merito del ricorso il 7 novembre, ha sospeso l’ordinanza comunale. Il Tar ritiene «che sussista grave pregiudizio per la ricorrente», e aggiunge che «non si rinvengono gravi ragioni di interesse pubblico ostative, anche in relazione alla motivazione di compatibilità ambientale posta a base della deliberazione».
E in particolare il riferimento è alla delibera di aprile 2013 che va a modificare e incrementare le attività elencate in quella dell’aprile 1999, vietate «allo scopo di tutelare e salvaguardare il patrimonio storico, culturale e di tipicità del “centro storico”». Insomma il Tar ha dato così la possibilità alla sala slot di riaprire le porte ai propri clienti (e questo è avvenuto venerdì) in attesa del giudizio, ma soprattutto per diminuire i danni economici subiti all’attività se il giudice dovesse dare ragione al titolare della sala slot. Non è la prima volta che la scelta dell’amministrazione comunale di bandire alcune attività dal centro storico di Forte dei Marmi diventano un caso. Lo era stato per il panino arabo, il kebab, e gli involtini primavera considerati cibi che non rispondono alla cultura italiana e più in generale versiliese. Questa volta la tipologia commerciale è un’altra, ma il caso è concreto e i gestori lo hanno portato davanti al giudice, che potrebbe dar torto all’amministrazione creando un precedente.
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