Attenzione
Albergatori con Lera «Sì al centro congressi»
FORTE DEI MARMI. «Siamo sicuramente favorevoli all’idea del sindaco Buratti di attrezzare il Comune con una tensostruttura mobile, sul tipo di quelle in voga per i matrimoni vip in spiaggia, ma...
FORTE DEI MARMI. «Siamo sicuramente favorevoli all’idea del sindaco Buratti di attrezzare il Comune con una tensostruttura mobile, sul tipo di quelle in voga per i matrimoni vip in spiaggia, ma crediamo che Forte abbia bisogno anche di continuità, come soltanto una struttura fissa ben localizzata, promossa e programmata può fornire; perché ciò che fa bene al turismo, non dimentichiamolo, fa bene anche ai residenti!». Paolo Corchia e Lilio Tarabella, vertici della locale Associazione Albergatori, tornano così a dire la loro, sul filo di un dissenso di fondo con il sindaco Buratti, sulla proposta di realizzare finalmente in città uno spazio al coperto che permetta all’imprenditoria turistica di soddisfare le esigenze anche di una clientela pronta a vivere il Forte al di fuori della stagione estiva.
«”Il Capanno” che l’architetto Lera ha presentato al vicesindaco Michele Molino – continua Corchia, che è anche presidente di Federalberghi toscana - rappresenta una tipologia di intervento che tende a rivalutare anche la collocazione, e cioè il Parco di Villa Bertelli, che non scordiamocelo è tuttora una grande incompiuta. E proprio questa ubicazione aiuterebbe anche a far vivere il complesso comunale di Vittoria Apuana aldilà dei periodi stagionali. Solo un teatro realizzato magari con soluzioni moderne e prefabbricate, ferro, vetro come pensa Lera sarebbe realmente al servizio del nostro paese e rivitalizzerebbe la villa e le sue adiacenze nell’arco di un intero anno».
«“Inoltre la collocazione a Vittoria Apuana donerebbe alla Villa che fu una delle prime pensioni cittadine – rincara il vicepresidente Tarabella – quella dignità alla frazione che ha sempre avuto fin dagli inizi del secolo scorso con la sua piazzetta e le abitazioni dei grandi dell’arte del Novecento, da Soffici a Dazzi, a tutti gli altri». «L’occasione di realizzare una struttura fissa – riprende Corchia – dovrebbe ovviamente dare anche il la agli amministratori per realizzare un parco vivibile, magari con delle piccole biblioteche all’aperto come esistono all’estero, aree attrezzate per i bambini e gli anziani, un luogo di ristoro e altri complementi che darebbero finalmente un senso globale a Villa Bertelli, e a quell’offerta ricettiva che ne scaturirebbe e che potrebbe arrivare ad ospitare senza problemi convention da 400-500 persone». «Una tipologia di eventi, questi, – ricorda Tarabella - alla nostra portata e che oltre all’indotto di lavoro esterno significano giri d’affari per 160-170 mila euro ogni volta».
«Inoltre – concludono - una struttura di quel tipo sarebbe un valido appoggio alle grandi mostre della Fondazione. E bisognerebbe proprio che Villa Bertelli si decidesse presto ad entrare in un grande circuito culturale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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