Il Tirreno

Versilia

La Cassazione dà ragione a Mallegni contro Rovai

di Luca Basile
La Cassazione dà ragione a Mallegni contro Rovai

L’ex primo cittadino pronto a chiedere i danni: nel mirino il vicesindaco Luca Mori Ma anche il preside non molla: la decisione della Corte frutto di un errore formale

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PIETRASANTA. La probabile parola fine a una querelle che si trascina da 4 anni a questa parte l’ha scritta, nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione «che ha sentenziato come inammissibile il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica in merito alla causa di diffamazione intentata contro il sottoscritto da Vinicio Rovai. Ancora una volta, in sede giudiziaria, è stata ribadita l’infondatezza delle accuse a mio carico». Parole di Massimo Mallegni a chiosa di una vicenda iniziata nel 2009 e che ha visto a lungo contrapposti l'ex preside delle Stagi e ancora il già primo cittadino.

«Il ricorso era fondato, ma è stato presentato dalla Procura ad un ufficio non competente: da qui l'inammissibilità. Ma la vicenda non finisce qui» è la replica, immediata, di Rovai che promette battaglia.

Ad innescare il tutto un incontro pubblico in S.Agostino durante il quale sempre Mallegni, secondo l’accusa, attribuì a Rovai la patente di «dirigente scolastico incapace». O più precisamente « incapace di gestire lo Stagi auspicando una sua uscita, dalla direzione didattica dell'Istituto in tempi brevi aggiungendo che il pesce marcio puzza dalla testa riferendosi, anche in questo caso, all'allora preside» era stato il rilievo proposto dall'avvocato dell'accusa. Frase, sostenuta davanti al Giudice di Pace, anche da Luca Mori, vice-sindaco e genero di Rovai, presente all'incontro in S.Agostino. Ricostruzione però respinta, sempre durante l'udienza, dal legale di Mallegni, Sandro Guerra. «L’incapacità di cui si accennò era in senso lato e il discorso, a metafora, di Mallegni, relativo al pesce, si riferiva al ruolo prioritario che la Provincia aveva, ed ha, nella ristrutturazione dell'edificio e non certo a Rovai» furono nell'occasione le parole di Guerra. Il Giudice di pace, Mario Pelosi, era il luglio del 2012, alla fine accolse la tesi di Mallegni sconfessando, di fatto, le accuse di Rovai e la testimonianza di Mori. Sentenza però, come detto, successivamente impugnata dal Procuratore della Repubblica Aldo Cicala che nel parlare di «motivazione illogica, incoerente e parziale» presentò a sua volta ricorso in Cassazione chiedendo l'istituzione di un nuovo processo.

Ricorso, appunto, respinto. «Visto che non ho calunniato Rovai e visto ancora che sono stato accusato di un qualcosa che non ho commesso, valuterò se rivalermi nei confronti di chi (il riferimento è presumibilmente a Luca Mori, ndr) mi ha tirato in ballo attribuendomi comportamenti che non ho tenuto» rilancia Mallegni.

Ma una nuova coda giudiziaria la promette anche l'ex preside Rovai. «Lo ripeto: il ricorso era fondato, tanto che il Procuratore ha chiesto l'accoglimento. La Cassazione, però, entrando nel merito lo ha dichiarato inammissibile perché presentato dal Procuratore ad un ufficio non competente. Mi meraviglio e sono esterrefatto che un ufficio giudiziario abbia compiuto un errore così grave: farò tutto il possibile per accertare come sono andate le cose e le eventuali responsabilità. Così come promuoverò sicuramente un giudizio civile per il riconoscimento danni - prosegue Rovai - dove potrà essere accertata la responsabilità dell'ex sindaco Mallegni per le ingiurie e la diffamazione nei miei confronti».

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