Sicurezza
Indifferenti mai: la storia della Crea e dei preti operai
In un libro i 40 anni di una delle associazioni più amate Stasera alle 19 la presentazione al Capannone di via Virgilio
VIAREGGIO. “Indifferenti mai”. Due parole che don Beppe Socci pronunciava con frequenza. Un motto, il suo che è diventato quello di tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere in un impegno solido, cristiano e sociale, sul territorio. Più che uno slogan, un monito. Anzi meglio, un invito: a metterci sempre il cuore, a gettarlo quanto più possibile oltre l'ostacolo. Come dagli anni Sessanta in poi hanno fatto don Sirio Politi, don Orazio (detto Rolando) Menesini, don Giuseppe (detto Beppe) Socci, don Luigi Sonnenfeld, i quattro preti operai che hanno operato a Viareggio in un contesto di cambiamenti sociali ed economici rilevanti. “Indifferenti mai” dunque non poteva che essere il titolo significativo di un libro – quello affidato alla penna di Alberto Belletti, storico del Centro Interdipartimentale per la Pace dell'Università di Pisa e pubblicato da Pezzini Editore di Viareggio – che vuole essere il segno tangibile di un'esperienza, anzi di tante esperienze, che dai primi anni Sessanta si sono consumate e succedute nel solco dell'esempio vivo e concreto dei quattro preti operai e del bel gruppo di persone che al loro fianco hanno dato vita a tante realtà che nel tempo si sono modificate per necessità – Cav, Arca, la Crea – che hanno avuto scopi ben precisi: posare il loro sguardo e prendersi cura dei meno fortunati e promuovere una cultura di pace.
Non una celebrazione, ma una testimonianza perché resti non solo un ricordo, ma un'eredità da non dilapidare e disperdere quando tutti i veri protagonisti lasceranno la scena. Perché il sipario non si chiuda ma si riapra ogni volta per continue repliche con attori e interpreti diversi, ma con lo stesso impegno, lo stesso entusiasmo, lo stesso obiettivo: gli altri.
I meno fortunati, i più bisognosi, ragazzi senza futuro che grazie all'opera – anche in forme diverse – dei quattro sacerdoti e delle persone del gruppo hanno trovato una strada. In primo luogo i disabili per cui don Beppe e don Luigi si sono spesi molto e che hanno fatto del Capannone di via Virgilio un punto di riferimento imprenscindibile. Ma l'impegno di don Sirio, don Beppe e gli altri è stato forte e radicato anche su altre grandi tematiche sociali, politiche, economiche di un'Italia che cambiava: non solo la disabilità, ma anche il lavoro, la disoccupazione, la famiglia, la pace. Su questo si è sempre fondata l'Arca, associazione Ricerca, Cultura Artigiana, ma anche Arca di Noè , Arca di una nuova alleanza, arca di pace. E il tema della pace è sempre stato caro a don Beppe, che ha sempre lottato contro ogni guerra e si è speso per attivare una vera cultura della pace: da cui la scuola per la pace, l'agenda della pace e altre iniziative che hanno coinvolto soprattutto giovani e bambini, tanto da fare del Capannone una vera fucina per la costruzione della pace.
E questo pomeriggio alle ore 19 proprio al Capannone sarà presentato il bel libro di Alberto Belletti, il cui ricavato andrà a sostegno dei progetti dell'Arca: un altro “mattone” a sostegno di oltre quarant'anni di impegno ed esperienza comunitaria. Sarà allora un'altra occasione di ritrovo e di festa supportata da una cena all'insegna del “porta e condividi”.
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