Sicurezza
Forte batte Viareggio anche in cucina
I ristoranti della capitale vip della Versilia sono i più votati. E Lorenzo supera anche Pinchiorri: è il primo in Toscana
VERSILIA. La notizia è una sola, al di là dei voti ai ristoranti. Anche il Gambero Rosso certifica quello che in qualche modo aveva anticipato la Michelin: Forte dei Marmi ha superato Viareggio nella qualità dei ristoranti. Un sorpasso che ha del clamoroso, se si pensa cosa hanno rappresentato i ristoranti viareggini nella storia della cucina italiana. Ma è anche la conferma di una cosa: che i buoni ristoranti aprono e si svoluppano dove i portafogli sono gonfi e dove c’è gente che ha voglia di aprirli.
Forte vs Viareggio. Forte ha guadagnato, Viareggio ha perso. E non lo dice solo la guida del Gambero Rosso 2014 presentata lunedì scorso a Roma alla Città del gusto. Basta guardare le due città. A Forte sono segnalati cinque ristoranti, a Viareggio idem. Ma fino a tre anni fra Darsena e centro si contavano ben undici locali. E purtroppo non siamo pari come punteggio. Il Gambero Rosso dà i voti in centesimi. A Forte dei Marmi quattro locali su cinque superano gli 80/100, a Viareggio il solo Romano tiene alta la bandiera di una ristorazione che fu gloriosa.
Il passato. Viareggio ha avuto nomi mitici che hanno fatto la storia della ristorazione italiana: Patrica, Tito del Molo, Montecatini, Buonamico, L’Oca Bianca, Bombetta. Ma anche di recente si è distinta per i giovani emergenti. Pensiamo a Cristiano Tomei (emigrato con l’Imbuto a Lucca), a Gionata Rossi (finito sul meghayacht di Bernard Tapie), di Giuseppe Mancino (il Piccolo Principe esiste ancora, ma il Gambero lo ha cancellato dalla guida, come lo scorso anno fece già l’Espresso).
Il top. Dalle parti del Pontile troviamo degli autentici fuoriclasse. Lorenzo Viani (ironia della sorte viareggino) a settantuno anni conquista il titolo di miglior ristorante della Toscana. Ha sbaragliato qualsiasi concorrenza, da Pinchiorri a Caino, da Arnolfo al Pelicano. E poi c’è Andrea Mattei della Magnolia del Byron, e poi c’è il Bistrot e quest’anno sbarca in guida anche il Lux Lucis, ristorante del Principe, mega-hotel dei russi, ma con uno chef in cucina che è allievo di Cracco. Del resto se si guarda la Michelin 2013, a stelle Forte batte Viareggio tre a uno (Lorenzo, Magnolia, Bistrot contro il solo Romano). E pensare che in Vestivamo alla Marinara, Susanna Agnelli racconta di quando partivano da Forte per andare a cena dal Buonamico a Viareggio.
Le novità. Poche, perchè i tempi non sono facili. Oltre al Lux Lucis di Forte da segnalare il ritorno in guida di una classico viareggino come Giorgio. Da sottolineare anche voti in crescita per Lorenzo ma anche per il Merlo di Camaiore, per Filippo a Pietrasanta, per Miro e Cicero a Viareggio (almeno quello).
Bere bene. Confermata dal Gambero Rosso nell’olimpo delle più grandi enoteche d’Italia resta L’Enoteca Marcucci. Con il patron Michele festeggiatissimo a Roma perché la vicenda dello sfratto dovrebbe avere uno sfogo positivo. Ecco Pietrasanta quanto a cucina continua a restare indietro rispetto a Viareggio e a Forte. Il motivo è molto semplice. Chi va a Pietrasanta ama più il dove che il come. Ovvero si bea di mangiare in strada, guardando chi passa e facendosi guardare. Difficile andare oltre una onesta cucina di terra.
Il futuro. Quale futuro per la Versilia in cucina? Non molto da dire di nuovo se si prendono ad esempio i due premiati di Roma: Lorenzo (ma in realtà c’era la figlia Chiara e lo chef Gioacchino Pontrelli) e Marcucci. Ovvero che in Versilia ci vuole altissima qualità ma anche il tratto tutto particolare del titolare. Al di là dei grandi piatti che porta in tavola Lorenzo Viani è ricordato per la maionese che ti prepara al tavolo. E Marcucci per l’apparato scenografico e i pomodori coltivati dal padre. Entrambi, soprattutto, hanno capito una cosa: che i ricchi al ristorante si annoiano, perchè li hanno visitati tutti e mangiato di tutto. Quindi hanno bisogno, sempre, di qualcosa di nuovo e di diverso. Appunto meglio i fagioli schiaccioni di Pietrasanta che il «solito» caviale.
A Mosca, a Mosca. Cosa bolle in pentola in cucina? Tanto e non tutto dello stesso segno. Di sicuro recentemente sia Lorenzo Viani che Michele Marcucci sono stati – naturalmente in modi e tempi diversi – a Mosca. A fare cosa non si sa, ma è facile immaginarlo. Le proposte che arrivano alla coppia sono millanta. Si parlava di un viaggio verso Est anche di Gionata Rossi, ma uno degli chef più talentuosi dell’ultima generazione italiana continua a perdersi fra i suoi fantasmi. Si parla anche di un ritorno di Cristiano Tomei (ma più easy, magari in un bagno). E si spera che il Piccolo Principe ritrovi considerazione nelle guide: è troppo importante per Viareggio. Interessante anche l’esperimento c he porta avanti Madonna alla Terrazza del Plaza. Un altro locale che potrebbe rilanciare l’immagine di Viareggio. Ma se non si sveglia l’amministrazione - la città è inguardabile – resterà tutto più difficile.
E Forte? E dalle parti di Forte dei Marmi cosa succede? Andrea Mattei andrà in Giappone a studiare la loro cucina. Orlando, come si è scritto più volte vorrebbe sbarcare a Firenze. Gli altri si godono questo momento di gloria.
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