Lutto
Un posto al canile? 3.500 euro l’anno
Costi lievitati per la gestione del servizio messo a bando dal Comune e comprensivo del pronto intervento sul territorio
VIAREGGIO. Scade il prossimo 30 ottobre il bando per l’affidamento della gestione del canile sanitario comprensoriale agli ex Macelli a Viareggio. E il tema riporta all’attenzione di associazioni animaliste e opinione pubblica uno dei casi che, in Versilia, hanno fatto e continuano a far discutere: la mancanza di una struttura adeguata alle esigenze del territorio per il benessere di cani e gatti.
Il canile già da tempo non avrebbe più dovuto essere agli ex Macelli. Perché i Comuni, dopo il venir meno della gestione da parte dell’Asl (era il febbraio del 2009) della struttura, avevano messo mano a un progetto alternativo nella zona della Lisca con tanto di finanziamenti regionali. Progetto sfumato e relativo obbligo di restituzione dei soldi già stanziati da Firenze. Nel frattempo il canile è rimasto agli ex Macelli con gestione, prima provvisoria e poi con assegnazione a seguito di gara, alla cooperativa Poseidon. Dopo due anni e varie proroghe, impossibili da reiterare - come spiegano gli ffici comunali - rieccoci alla gara con una base d’ata superiore a quella di due anni fa del 10%. «Si tratta di un semplice adeguamento» spiega il Comune. Anche se in passato non erano mancate le polemiche per le cifre elevate della gestione. Nel dettaglio per 12 mesi di servizio chi si aggiudicherà la gara avrà a disposizione circa 190mila euro (salvo ribassi sulla cifra a bando) necessari a garantire la pulizia, la sorveglianza e l’assistenza agli animali nonchè l’intervento di recupero e soccorso sul territorio versiliese. Agli ex Macelli in tutto ci sono 35 gabbie per cani e 20 per gatti: 55 posti per quasi 200mila euro l’anno. Pari a poco meno di 3mila 500 euro a gabbia, fermo restando la complessità del servizio che si articola anche in altre attività sul territorio.
La cifra messa a bando sarà ripartita, come copertura, tra i Comuni della Versilia.
«È stata fatta una scelta di trasparenza - spiega l’assessore Glauco Dal Pino - la convenzione era scaduta e non era prorogabile e abbiamo ritenuto necessario fare un bando». Dal Pino, sottolineando l’impegno dell’amministrazione sui temi della difesa dei diritti degli animali, che fa leva sul gran lavoro degli uffici comunali e delle associazioni di volontariato, non si fa illusioni. «La cifra stanziata è quella necessaria alla gestione - dice - di più è difficile pensare di fare in questo momento. I costi, fermi da diversi anni, sono peraltro aumentati del 10%. Ma effettivamente parliamo di cifre che sono il minimo indispensabile».
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