Sicurezza
Furti a scuola, tre giovani alla sbarra
Sono accusati di colpi alle medie Viani, alle elementari a Lido e in un’azienda. A tradire uno dei ragazzi una ferita alla mano
VIAREGGIO. Si è presentato al pronto soccorso per alcune escoriazioni alla mano. Ma la cosa ha destato l’interesse dell’ufficio di polizia dislocato al Versilia. Da lì è partita un’indagine che in questi giorni ha portato alla sbarra, di fronte al giudice del tribunale di Lucca Valentino Pezzuti, tre giovani viareggini. Per loro l’accusa è furto aggravato per essersi introdotti all’interno di due scuole (in un caso il colpo non sarebbe riuscito) e in un’azienda.
L’indagine che ha portato al rinvio a giudizio è stata portata a termine dagli uomini del commissariato di Viareggio, coordinati dal sostituto procuratore di Lucca Enrico Corucci.
Ieri in tribunale si è tenuta la prima udienza di smistamento: i ragazzi, difesi di fiducia dall’avvocato Fabrizio Miracolo, torneranno di fronte al giudice a dicembre.
Finestra forzata alle Viani. Per la procura i tre sarebbero autori di tre colpi concentrati nella serata del 14 settembre 2011: due dei furti su cui ha lavorato la procura sono avvenuti a Lido e uno alle medie Viani di Viareggio. Nei guai sono finiti Paolo D’Arliano, 24 anni, Andrea Grifasi, 23 anni e Saad Haykal, 21 anni . Il primo tentativo, avvenuto alle scuole Viani di Viareggio al Marco Polo, non avrebbe fruttato alcun bottino. Per la polizia i tre si sarebbero introdotti nella scuola media forzando una finestra. Ma il tentativo di furto non sarebbe andato a buon fine, forse perché i tre potrebbero essere stati disturbati.
Notte “brava” a Lido. In base agli elementi raccolti da chi ha condotto le indagini, l’avventurosa notte dei tre non si sarebbe però chiusa con l’episodio del Marco Polo. Gli investigatori attribuiscono infatti ai ragazzi altri due colpi. In un caso avrebbero trovato una finestra aperta alle elementari di Lido di Camaiore in via Trieste. Una volta penetrati all’interno dell’istituto i tre si sarebbero messi in cerca di oggetti di valore. Dopo una breve ricerca gli autori del furto si sarebbero concentrati sui distributori automatici del caffè: le macchinette in quella notte sono state infatti forzate e i soldi al loro interno sono spariti.
Assalto all’azienda. Il pm Corucci imputa ai tre anche un altro episodio avvenuto nella stessa serata in via Mincio a Lido. In questo caso a essere presa di mira sarebbe stata la scuola per parrucchieri Shalima Srl. Secondo i rilievi fatti dalle forze dell’ordine nell’occasione i ladri hanno forzato la porta intrufolandosi nel centro. Dopo una breve ricerca gli autori del colpo si sarebbero impossessati di un computer portatile, un telefono cellulare, un lettore Mp3, un kit di prodotti estetici, spiccioli contenuti nella macchinetta del caffè. En passant si sarebbero intascati anche le chiavi dell’auto una Volkaswagen Polo di proprietà della titolare della scuola per parrucchieri.
Il processo. A far scattare le indagini sarebbe stata un’imprudenza commessa da uno dei tre sospettati. Come risulta dagli atti in mano alla procura uno dei ragazzi si sarebbe infatti rivolto al pronto soccorso per farsi curare una ferita alla mano, provocata, secondo la polizia, durante i tentativi di scasso. Da lì è iniziata l’indagine che poi ha portato al rinvio a giudizio. Toccherà adesso al giudice Valerio Pezzuti vagliare le accuse messe in campo dal pm.
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