Il Tirreno

Versilia

DAVANTI Al GUP

Donne sparite, in un dossier la difesa dell’avvocato Massa

Donne sparite, in un dossier la difesa dell’avvocato Massa

VIAREGGIO. Centinaia di pagine fitte di documenti, contratti , cedole di pagamenti. Per dimostrare che l’avvocato Giunio Massa, al contrario di quanto afferma l’accusa, non avrebbe truffato Maddalena...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Centinaia di pagine fitte di documenti, contratti , cedole di pagamenti. Per dimostrare che l’avvocato Giunio Massa, al contrario di quanto afferma l’accusa, non avrebbe truffato Maddalena Semeraro e Velia Carmazzi, le due donne poi sparite nel nulla e finite al centro di uno dei gialli più inquietanti della storia versiliese. I riflettori sull’oscura vicenda si sono riaccesi ieri in tribunale a Lucca, dove si è combattuto il primo round del processo. In aula è comparso solo uno dei tre imputati. Massa - che deve rispondere di frinte al Gup delle accuse di truffa e circonvenzione di incapace - ha infatti scelto la via del rito abbreviato. A rappresentarlo in aula nell’udienza lampo subito rinviata a inizio dicembre (mancavano alcuni avvocati e parte dei documenti) gli avvocati Riccardo Carloni e Debora Di Nero (tra i legali di Massa c’è anche Enrico Marzaduri ieri assente). Per il pm Sara Polino Massa, assieme a Massimo Remorini (l’imputato principale del processo) avrebbe approfittato dello stato psichico della Semeraro e della Carmazzi per farsi cedere dalle due donne la casa dove vivevano a un prezzo inferiore a quelli di mercato. Gli avvocati di Massa hanno presentato un lungo elenco di documenti che dimostrerebbero come tutte le trattative siano state condotte in modo corretto e che il prezzo pagato è simile a quelli di altre case vendute in zona nello stesso periodo.

A finire a processo di fronte alla Corte d'Assise a metà novembre saranno invece Massimo Remorini, detto Lo Zio, 55 anni e Francesco Tureddi, 58 anni. Il primo dovrà rispondere di accuse come omicidio, occultamento e distruzione di cadavere. Tureddi, ex collega di Remorini poi divenuto il suo grande accusatore, dovrà rispondere di favoreggiamento e distruzione di cadavere. Ancora da stabilire le posizioni di Maria Casentini, 52 anni e del figlio Maurizio Pasquinucci. La decisione sull’eventuale rinvio a giudizio è stata ulteriormente posticipata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web