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Cima bacchetta Betti «Basta chiacchiere, il Comune è fermo»

Cima bacchetta Betti «Basta chiacchiere, il Comune è fermo»

Il Pdl e gli altri gruppi di opposizione chiedono un consiglio straordinario aperto sui primi cento giorni di governo

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VIAREGGIO. Altro che in linea con le promesse preelettorali. Secondo il Pdl i primi mesi dell’amministrazione Betti possono essere etichettati con tre aggettivi: deludenti, preoccupanti, inconcludenti. Ci va giù duro Antonio Cima nel presentare la richiesta - condivisa da tutti gli altri gruppi di opposizione: 5 Stelle, Movimento dei cittadini, Viareggio tornerà bellissima - di un consiglio comunale straordinario per la verifica degli impegni presi dal sindaco per i primi cento giorni di governo.

Tre mesi e mezzo ai raggi X. Cima, durante la conferenza stampa convocata insieme ad Alessandro Santini, Aldo Paoli e i ragazzi della Giovane Italia, ha passato in rassegna i dieci punti che Betti in campagna elettorale aveva indicato come prioritari nella sua azione di governo. E su tutti e dieci il suo voto corrisponde a una bocciatura piena. A partire dall’impegno assunto per individuare in maniera esatta la situazione economica, finanziaria e contabile del Comune e di tutte le società partecipate. «Questo impegno non è stato ad oggi assolto - dice Cima - una vera e propria relazione, precisa e circostanziata non è stata presentata né in consiglio né di fronte alla città. Per le società partecipate si naviga nel buio e non ci sono notizie salvo vaghi e sporadici accenni». Lo stesso vale per l’ingresso nell’Unione dei Comuni: «L’unico risultato ottenuto è stato l'assoluto venir meno dell’importanza e del ruolo del Comune di Viareggio quale città più importante della Versilia: dalla perdita della corsa ciclistica Firenze-Viareggio (ora divenuta Firenze-Mare con arrivo a Lido) alla nomina di una presidente fortemarmina di Gaia, il nostro Comune non ha avuto voce in capitolo e sta facendo la parte di un comprimario senza alcuna autorità».

La macchina comunale. Per quanto riguarda la rivisitazione della pianta comunale secondo il Pdl «fino a settembre non si sono avute altro che voci sulla nuova macrostruttura, peraltro assai preoccupanti perché sembrerebbero segnare volontà politiche di parte dettate soprattutto da imposizioni interessate ad eliminare situazioni scomode». Mentre l'obiettivo di ricostruire il cantiere comunale coordinato con il verde «sebbene tanto decantato è stato impossibile da raggiungere perché finalmente ci si è accorti che non si possono far assumere dal Comune dipendenti a suo tempo assunti dalla Versilia Servizi senza concorso. Addirittura sono in corso di valutazione soluzioni alternative. Ad oggi ci piacerebbe sapere quali». Infine «solo promesse» sulla ricostituzione dell’ufficio banche e finanziamenti.

Vigili urbani e Mover. Contestatissime la nomina di Potito Iascone («non si capisce cosa dovrebbe fare») e l’assenza del sindaco al tavolo sulla sicurezza («Betti era in ferie, unico sindaco non presente»). Mentre sul contratto di servizio della Mover, Cima sottolinea come il sindaco si limiti a dire che sono stati raggiunti significativi ma per il momento non li rende noti («probabilmente - commenta - non esistono risultati di alcun rilievo»).

Sociale e rifiuti. «Non risultano relazioni pronte da illustrare pubblicamente riguardo al censimento dell’edilizia popolare, non è dato sapere quale strada è stata intrapresa per l’innovazione dei sistemi informatici del Comune, non è stato fatto niente relativamente alla verifica del piano finanziario per il servizio smaltimento rifiuti. Tutto questa inconcludenza ci delude e ci preoccupa» conclude il portavoce del Pdl annunciando che domani sera in consiglio il suo gruppo si riserverà di votare la variazione di bilancio per gli asili nido perché vi intravede dubbi di legittimità.

Luciano Menconi

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