Trasporti
Cani, gatti e il centro ormai dimenticato
VIAREGGIO. Non solo di canile comprensoriale si è discusso in questi anni a Viareggio. Per anni si è parlato del Progetto di Centro Benessere uomo-animali (una sorta di canile comunale all’avanguardia...
VIAREGGIO. Non solo di canile comprensoriale si è discusso in questi anni a Viareggio. Per anni si è parlato del Progetto di Centro Benessere uomo-animali (una sorta di canile comunale all’avanguardia nei servizi) divenuto un vero e proprio scandalo, come il piccolo teatro all’aperto al Varignano, realizzato e mai utilizzato e il capannone del Mercato dei fiori. In tutti i casi soldi pubblici finiti male.
Il Centro benessere è effettivamente sorto, almeno in parte, accanto al Consorzio di Bonifica nella zona del depuratore in via Fosso Legname alla Migliarina ma è rimasto in attività per una sola stagione come esperimento di dog-sitter. Il cartello che indicava all'inizio della strada “Centro benessere animale” è rimasto lì per anni, nonostante le varie segnalazioni di rimuoverlo, visto che la struttura non era più in funzione. Doveva essere un canile ultra moderno progettato dall'impresa di Giuseppe Vitiello sul terreno di Sea Acque, azienda poi assorbita dalla Viareggio Patrimonio.
Il progetto nasce nel 2003 come proposta dalla Sea Ambiente, allora presieduta dallo stesso Vitiello. Fu presentato in un convegno a marzo dello stesso anno e frutto del lavoro del professor Paolo Albonetti dell'Università di Genova. Il costo previsto superava di poco il milione di euro. Comprendeva il gattile, rettilario e farfallario annessi, oltre una sala convegni. Nel 2007 viene annunciato che il finanziamento è del Ministero dell'ambiente e il Comune potrebbe accendere un mutuo per il costo dell'opera, che rivista e modificata ammonterebbe a 800mila euro. Nel 2008 alla vigilia delle elezioni amministrative la giunta Marcucci attraverso l'ufficio lavori pubblici rivede il progetto iniziale. Vengono realizzate 30 gabbie per i cani, ma la struttura viene utilizzata, come detto, per una sola stagione. Ma oggi in pochi se ne ricordano.
Roy Lepore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
