Il Tirreno

Versilia

Escavo dell’avamporto: due gare, tre anni di attesa, niente di fatto

di Donatella Francesconi
Escavo dell’avamporto: due gare, tre anni di attesa, niente di fatto

Diecimila metri cubi li vuole togliere il Comune e ventimila l’Autorità portuale: spesa di oltre 3 milioni Nel dicembre 2012 per la Capitaneria l’intervento era «improcrastinabile per la sicurezza»

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VIAREGGIO. Due interventi, per un totale di 30mila cubi di sabbia da rimuovere: è l'escavo dell'avamporto, atteso dal dicembre 2011, e non ancora realizzato. Un milione e 300mila euro la cifra nelle casse del Comune, 1 milione e 800mila euro quella a disposizione dell'Autorità portuale regionale. La somma fa 3 milioni e 100mila euro. Diviso per 30mila metri cubi il risultato dà un costo di 103 euro al metro cubo, conferimento della sabbia compreso. Insomma, altro che risparmio vantato dall'Autorità portuale che, in realtà, concludendo l'accordo con il porto di Piombino per il conferimento della sabbia scavata alla vasca di colmata, al risparmio ha davvero puntato. Alle domande del "Tirreno" sull'esigenza di arrivare ad unificare le due operazioni, mentre il segretario dell'Autorità portuale, Fabrizio Morelli, è apparso assolutamente consapevole di questa esigenza, il dirigente del settore lavori pubblici del Comune, Riccardo Raffaelli, ha risposto: «Si tratta di lavori che si possono sovrapporre al momento opportuno». E alla domanda “perché non unirli in un unico intervento?” Raffaelli risponde: «Perché quei fondi sono già stati accantonati e l’amministrazione comunale viaggia ad esaurimento degli stanziamenti».

Ciò detto va fatto un passo indietro. Era il 28 dicembre 2011 quando si riunisce un tavolo tecnico in Capitaneria al quale partecipa anche la Regione. L'incontro - si legge nel comunicato diffuso dalla stessa Capitaneria - era stato «preceduto da una riunione con tutti gli operatori portuali dove era già emersa la necessità e l'urgenza di un dragaggio dell'avamporto». A ricordare questo passaggio è Pasquale Vitiello, allora comandante della Capitaneria, l'11 gennaio 2013, in una lettere inviata al Comune ed alla Regione.

Dal dicembre 2011 ad oggi, le prese di posizione della Capitaneria hanno sottolienato insistentemente la necessità dell’escavo in avamporto «improcastinabile per la sicurezza delle manovre di evoluzione delle imbarcazioni in ambito portuale», come si legge in una nota del 13 dicembre 2012. Ed ancora nel comunicato stampa diffuso il primo febbraio 2013 nel quale si informa che «prosegue proficuamente il delicato e complesso iter amministrativo per il dragaggio dell'avamporto». Pochi giorni dopo il Comune aggiudica la gara: 44 i partecipanti, vince l’associazione di impresa tra “Menela.Com Srl” e “Colussi Srl”, entrambe di Chioggia. Nell’iter che porta al contratto e poi ai lavori - racconta ancora Raffaelli - «emerge che solo una delle due imprese aveva i requisiti per l’affidamento della gara». Da prima dell’estate - così spiega Raffaelli - «viene avviata la verifica per il secondo posto». Verifica che, però, non ha portato ancora né a chiudere l’iter né ad annullare la gara. In questa situazione restano aperti entrambi gli interventi: quello del Comune (10mila metri cubi a 130 euro al metro cubo, tutto compreso) e quello dell’Autorità portuale (20mila metri cubi a 90mila euro al metro cubo). Un bel risparmio, in questo secondo caso, che finirebbe per venire annullato dalla somma dei due lavori.

Nel marzo scorso, quando un pescatore fa arrivare al “Tirreno” la foto della situazione in avamporto (all’altezza del Triangolino) le acque degli Enti interessati tornano ad agitarsi. Ed in un comunicato della Capitaneria del 16 marzo si legge: «Per quanto riguarda l'avamporto la Capitaneria ha rassicurato i pescatori circa il massimo impegno degli enti interessati, i quali stanno proficuamente proseguendo un complesso iter amministrativo per addivenire al completamento delle attività di dragaggio». In una nota del 26 marzo, infine, è la stessa Capitaneria ad informare che si può stimare l’inizio ad ottobre. Ed eccoci ad oggi: situazione dei fondali critica (fuori dal fanale verde ci sono 3 metri scarsi), ed oggi torna a riunirsi il Comitato portuale dopo che l’Autorità ha incassato lo stop proprio sull’approvazione del Piano delle opere, escavo compreso. Ma - tre anni fa - non era urgente ed improcastinabile?

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