Il dolore
Colombo occupato da cinque mesi la soluzione non c’è
Inutilizzabili i laboratori al terzo piano dell’alberghiero Rossetti: stiamo cercando i soldi per sbloccare la situazione
VIAREGGIO. Il tempo si è fermato al Collegio Colombo. Tutto è rimasto uguale allo scorso 12 maggio, quando i comitati per il diritto alla casa occuparono il terzo piano dell’ex Foresteria in Darsena per adibirlo ad alloggio per 16 persone sfrattate e senza un tetto. Da quel momento però, una parte dei laboratori dell’istituto alberghiero (che si trovano in quell’edificio) sono stati sottratti agli studenti. Conseguenza: dall’inizio dell’anno scolastico l’orario delle lezioni pratiche è stato drasticamente ridotto.
«I nostri alunni - dice il dirigente scolastico Catia Gonnella – non possono utilizzare la cucina, una sala per il ricevimento e alcune camere, indispensabili per la loro formazione».
Allo stesso tempo, gli occupanti rivendicano il diritto di rimanere fino a quando non verranno date loro garanzie. Cinque mesi di stallo, nei quali nessun ente coinvolto è riuscito a sciogliere il nodo: riconsegnare i locali all’uso scolastico, senza lasciare in strada gli occupanti. L’unica soluzione finora sul piatto è all’esame del Comune di Viareggio (a cui è affidata la gestione dell’immobile), della Provincia (proprietaria dell’edificio) e della Fondazione Casa, ente provinciale che fa fronte ai problemi relativi all’abitazione. Il piano è ancora in fase embrionale e prevede l’inserimento delle sedici persone in alloggi pubblici o privati, individuati dalla Fondazione che pagherà la gran parte dell’affitto, mentre il Comune coprirà quanto resta.
Al momento si stanno concludendo le operazioni di controllo sugli occupanti per capire chi possiede i requisiti per accedere agli aiuti: «Abbiamo accertato che alcune persone non li possiedono, anche se la maggior parte degli interessati sì», anticipa l’assessore al Sociale Roberto Rossetti. Non è ancora chiaro però con quale cifra il Comune è disposto a partecipare al pagamento degli affitti. «Stiamo discutendo – dice Rossetti – ma troveremo presto un accordo, e già la prossima settimana dovremmo presentare una delibera che quantificherà il nostro sforzo, e avviare così il piano per risolvere questa situazione insostenibile».
A pesare ovviamente è lo stato disastroso delle casse comunali che potrebbe compromettere il buon esito della vicenda. Perché, se la cifra che il Comune deciderà di stanziare per contribuire al pagamento degli affitti non dovesse essere sufficiente per la Fondazione Casa, l’operazione rischia di fallire. Un pessimo biglietto da visita per Viareggio che tra due o tre mesi aderirà all’ente per ottenere un sostegno decisivo nella lotta alla crisi abitativa.
Intanto dall’Unione Inquilini arriva una cauta apertura alla soluzione proposta. Anche se, sottolinea Michelangelo Di Beo, rappresentante del comitato, «la Fondazione Casa non deve essere il paravento dietro il quale il Comune nasconde la propria immobilità riguardo alla questione della casa, che è un diritto».
Un altro diritto, quello all’istruzione, è in attesa di essere riaffermato una volta che il pasticciaccio Colombo sarà risolto. «La politica – dice la preside dell’alberghiero, Catia Gonnella – deve prendere decisioni immediate. Perché i nostri ragazzi devono poter utilizzare i laboratori, e allo stesso tempo deve essere garantito un tetto a chi ne ha bisogno. Non c’è mai stato nessun contrasto tra la scuola e gli occupanti, ma la classe dirigente ha l’obbligo di difendere due diritti inalienabili della nostra costituzione, senza che diventino terreno di lotta tra gli ultimi». Per la prossima settimana gli occupanti del Colombo vogliono proporre un incontro alla preside e alle famiglie degli alunni per un confronto.
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