Gioco
Via gli sfrattati dagli hotel Mezzo milione di risparmi
Sono 50 le famiglie che rischiano di restare senza un tetto entro dicembre Intanto il Comune è al lavoro per cambiare il regolamento sui contributi
VIAREGGIO. Il giro di vite dettato un anno fa dal Commissario Prefettizio, Domenico Mannino, sulla spesa sociale del Comune di Viareggio ha dato i suoi frutti. Meno soldi per i contributi in conto affitto (diversi da quelli erogati per legge dalla Regione): allo stato attuale non più di 250 euro a famiglia contro il tetto massimo di mille fino a due anni fa. Meno costi, 500mila euro a carico di tutta la città, per gli sfrattati sistemati in hotel e campeggi.
Risultati “costati” assalti, liti e minacce di morte, con frequente ricorso all’intervento alle forze dell’ordine, al dirigente e ai funzionari dei servizi sociali del Comune. Ma indubbiamente risultati, che hanno favorito un ridimensionamento della spesa sociale in un quadro di maggiore legittimità rispetto a erogazione delle risorse e accesso ai benefici.
Eppure non basta. Le regole, più stringenti secondo la volontà dell’allora Commissario prefettizio, per l’erogazione di aiuti nell’ambito dell’emergenza abitativa andranno riviste. E su questo è già al lavoro la nuova amministrazione comunale.
Affitti. Intanto va detto che uno degli effetti dei tagli sono anche gli sfratti. «Dei 50 i programma da qui alla fine dell’anno a Viareggio - spiega il dirigente del settore, Giulio Marlia - oltre 40 riguardano famiglie che prima beneficiavano dei contributi in conto affitto del Comune». Contributi in molti casi piuttosto sostanziosi (fino a mille euro e in alcuni casi anche mille e 200) per contratti di locazione decisamente elevati (800 - 900 euro al mese). L’amministrazione comunale, però, non può più permettersi interventi di sostegno da milioni di euro come in passato. Dunque gli aiuti saranno contenuti con un tetto mensile variabile e attualmente non superiore a 250 euro a famiglia.
Hotel. Per far fronte a situazioni di emergenza legate a questi e altri sfratti il Comune non intende, come in passato, far ricorso incondizionato a soluzioni temporanee in hotel. In un anno l’amministrazione è riuscita a fra uscire dagli alberghi 44 famiglie: da 52 nuclei familiari sono rimasti in 8. «La situazione su questo fronte - commenta Marlia - era sfuggita di mano. Venti famiglie sono state sistemate negli alloggi Erp disponibili, le altre sono state allontanate spesso a prezzo di minacce di morte». Gli 8 casi rimasti dovrebbero presto risolversi con sistemazioni in nuovi alloggi Erp o di emergenza abitativa. Otto famiglie «che costano al Comune 110mila euro - continua Marlia - contro i 700mila di un anno fa».
Cosa cambia. Le modalità con le quali sistemare le famiglie in hotel saranno al centro delle modifiche che l’amministrazione intende apportare al regolamento sugli aiuti a chi resta senza casa. «Ci siamo resi conto - spiega l’assessore Roberto Rossetti - della necessità di autorizzare eventuali proroghe ai 60 giorni di permanenza massima attualmente previsti dei nuclei sistemati in hotel. Proroghe al massimo di ulteriori 60 giorni per consentire l’individuazioni di soluzioni abitative diverse. Inoltre crediamo debba essere rivista l’assegnazione del punteggio in graduatoria nel caso di morosità incolpevole da parte di chi ne fa richiesta a seguito di uno sfratto. Infine affronteremo la questione della divisione dei nuclei familiari: al momento i padri non possono avere accesso agli spazi assegnati alla famiglia. Stiamo poi valutando una revisione, al ribasso dei costi degli affitti per gli alloggi destinati all’emergenza abitativa».
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