Il dolore
Versilia contro Romagna per il futuro delle spiagge
Oggi alla fiera Sun scatta la contestazione dei balneari al sindaco di Rimini «Il suo piano per acquisire l’arenile è un ricatto ai danni dei concessionari»
VIAREGGIO. È scontro aperto tra Versilia e Romagna sul futuro delle spiagge. Non piace, infatti, ai balneari versiliesi il progetto del Comune di Rimini, raccontato dal Tirreno domenica scorsa. Un piano che, attraverso la richiesta di acquisizione gratuita fatta all’Agenzia del Demanio (così come prevede il Decreto del fare), punta a far passare la proprietà del litorale dallo Stato al Comune. Con un evidente vantaggio per le casse municipali riminesi.
Il no della Versilia. Ma questa idea è vista con sospetto dai titolari degli stabilimenti balneari versiliesi, che temono il caos nell’affidamento delle concessioni demaniali. E il rischio che qualche Comune decida per conto proprio, infischiandosene del compromesso che sembra essere stato raggiunto con il Governo per aggirare la direttiva Bolkestein, e salvare almeno le cabine dalle aste. E dato che tutta la categoria oggi è alla fiera di settore Sun, che si tiene proprio a Rimini e che vede tra i relatori questo pomeriggio il sindaco riminese Andrea Gnassi, è nata l’idea di un sit-in di protesta. Anche perché Gnassi presenta proprio quel progetto di cui parlavamo prima.
La contestazione. «La linea romagnola alla soluzione della Bolkestein - spiega Emiliano Favilla, leader del popolo in canotta rossa - è un ricatto ai nostri danni, oltre che un modo per far fallire la trattativa aperta con il Governo. L’obiettivo di Rimini è chiaro: si vuole entrare in possesso della parte di spiaggia con le strutture, e guadagnarci sopra facendo le aste. Mandando all’aria quel poco di accordo che avevamo raggiunto con il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta». Il timore dei versiliesi, insomma, è che se passa questo progetto ogni Comune potrà decidere di fare quello che vuole: aste comprese.
La proposta del Governo. Ieri al Sun, durante il convegno dell’associazione “Donne Damare”, l’eurodeputata del Pdl Lara Comi ha assicurato che «la linea dura, cioè l’esclusione delle concessioni demaniali marittime dalla direttiva Bolkestein, non è mai stata abbandonata. Ma la proposta studiata dal Governo (dividere la concessione in due, lasciando demaniale solo la parte con gli ombrelloni, ndr) va portata a Bruxelles. Il momento è favorevole: l’Italia si appresta ad assumere la presidenza semestrale dell’Unione, e l’Esecutivo ha trovato una sua continuità». Per la senatrice Manuela Granaiola (Pd), «la proposta di sdemanializzazione fatta dal Governo è la migliore tra quelle presentate negli ultimi anni. Certo, la non applicazione della Bolkestein alle concessioni demaniali marittime sarebbe ancora meglio, ma possiamo puntare a un adattamento della direttiva al nostro sistema balneare, che è unico in Europa». Mentre il deputato Sergio Pizzolante (Pdl) ha precisato che, secondo la proposta di legge italiana, l’assegnazione delle concessioni sulla parte di spiaggia che resterà demaniale non sarà basata sull’offerta economica, «ma sul progetto di servizio». Su queste proposte - ha aggiunto - «c’è l’unità delle associazioni di categoria e dei partiti che sostengono il Governo, ma non c'è, purtroppo, l’appoggio della Regione Emilia-Romagna, del sindaco e del presidente della Provincia di Rimini». Una stoccata non casuale.
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