La manifestazione
Mormino: il processo sulla strage non subirà ritardi
VIAREGGIO. «Nessun pregiudizio è stato arrecato al processo sulla strage di Viareggio e alla sua durata, men che meno da parte del giudice Dal Torrione grazie anche al cui sforzo e operato, dopo ben...
VIAREGGIO. «Nessun pregiudizio è stato arrecato al processo sulla strage di Viareggio e alla sua durata, men che meno da parte del giudice Dal Torrione grazie anche al cui sforzo e operato, dopo ben 22 udienze concentrate nell’arco di pochi mesi, la fase dell’udienza preliminare si è conclusa in tempi brevissimi e questo processo così complesso è potuto giungere con rapidità nella sede dibattimentale a partire dal 13 novembre». Il presidente del tribunale Francesco Mormino disinnesca così l’allarme lanciato dopo l’udienza per la formazione del fascicolo per il dibattimento che si è tenuta davanti al gup Dal Torrione il 27 settembre. Secondo gli avvocati di parte civile, il processo rischierebbe un ritardo per il fatto che il gup non ha inserito nel fascicolo rilievi della polizia scientifica, filmati e foto contenuti tra gli atti messi insieme dalla Procura durante le indagini. Questo perché, secondo la tesi sostenuta dagli avvocati e da noi riportata, in ragione dell’esclusione dal fascicolo degli atti sopra indicati sarebbe necessario citare nella lista testi tutti coloro che a produrre quei materiali hanno lavorato.
In realtà, sottolinea il presidente Mormino, «tale questione, ai sensi della normativa processuale (art. 491 comma 1 e 2 cpp), al dibattimento potrà essere (ri)proposta subito dopo l’accertamento della costituzione delle parti e, in tal caso, dovrà essere decisa immediatamente; il Tribunale collegiale, in sostanza, dovrà provvedere in merito agli atti che devono essere acquisiti al fascicolo per il dibattimento ovvero eliminati da esso». Perciò è «rappresentazione falsata e fuorviante» sostenere che quanto avvenuto il 27 settembre «avrà con certezza l’effetto di rallentare il processo sulla strage».
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