Sicurezza
I pescatori: giù le mani dalla nostra darsena
Due anni fa la richiesta di concessione dello spazio acqueo alla banchina Natino e nessuna risposta
VIAREGGIO. «Giù le mani dalla Darsena pescatori...»: Niclo Vitelli, presidente del Consorzio “La Cittadella della pesca”, è netto. La Darsena che tutti indicano come quella più adatta alle barche grandi, quella potenzialmente destinataria di una futura mostra della nautica “made in Viareggio”, quella al centro dello sviluppo dell’area portuale tra Polo nautico, vecchio mercato ittico e - appunto - il “bozzone”. «Il Piano originario va rispettato», spiega Vitelli. Piano originario che prevedeva «la banchina Natino interamente ai pescatori». Un passo in questo senso, in realtà, il Consorzio lo fece: era il 20 luglio 2011 (così abbiamo ricostruito dagli atti oggi nelle mani dell’Autorità portuale) quando fu presentata la domanda di concessione. Dello specchio acqueo e non della banchina, ci viene spiegato negli uffici dell’Autorità portuale. Di fatto sta che ad oggi, a quella richiesta (sono trascorsi due anni pieni) nessuno ha dato risposta. «Può anche darsi che mi sia passata - risponde Angelo Bertolucci, ex dirigente dell’ufficio demanio portuale del Comune -. Mi posso rammaricare...Certo è che la banchina non può essere data ad una parte sola...». Cioè non può essere concessa, insieme alla struttura del nuovo mercato ittico dai lavori infiniti, al Consorzio presieduto da Vitelli. Nonostante il 20 febbraio 2012 il consiglio comunale all’unanimità abbia dato indicazioni in questo senso.
Stiamo parlando della stessa banchina alla quale ormeggiavano, prima dell’inizio dei lavori del nuovo mercato ittico, le barche grandi: «Quell’ormeggio - ricorda Bertolucci - lo autorizzava la Capitaneria. Lì andavano le barche grandi che altrove non potevano stare. Se poi il sistema ha dato adito a storture, è un altro discorso. Ma la banchina non è mai stata data in concessione a nessuno. In concessione erano solo le colonnine dei servizi, altrimenti non si sarebbero potuti eseguire i lavori a bordo».
Negli uffici dell’Autorità portuale ci viene spiegato che, al di là della mancata risposta, era stato valutato «ad una prima analisi del Piano regolatore portuale che non era possibile sottrarre spazi alle pesca privatizzando gli ormeggi». Niclo Vitelli, in una nota riassuntiva delle vicenda, diffusa nel corso dell’estate appena terminata così ricorda lo scoglio sul quale la vicenda si è incagliata: «Sulla richiesta della concessione degli spazi a mare e a terra l'amministrazione Lunardini fu molto reticente e nel Consiglio comunale straordinario (quello del 20 febbraio 2012, ndr) parlò di un incontro da organizzare con l'amministrazione marittima (la Capitaneria di porto, ndr) per approfondire la questione. Non è stato fatto niente ed oggi , anche per concludere un iter amministrativo avviato con la richiesta formale di concessione, chiediamo risposte positive in tempi certi».
I pescatori tornano a chiedere (e lo faranno nell’iniziativa pubblica del 26 ottobre) che si rispetti quanto indicato dal voto del consiglio comunale di un anno e mezzo fa. Anche se non sembra tirare una bella aria dalle parti del nuovo mercato ittico: quando e se sarà terminato il primo piano ospiterà un ristorante, nato con l’idea di sviluppare tutte le attività di promozione del pescato. L’idea è che la struttura possa mantenersi così, considerando che la sola attività di mercato ittico non lo consentirebbe. Ma il primo piano della costruzione che oggi si staglia scheletrica tra cielo e mare sembra far gola a più di un interesse, non solo quello del Consorzio “la Cittadella della pesca” che il progetto ha sostenuto fin da quando ha mosso i primi passi.
«Ho rappresentanto al Comune l’esigenza di avere i tempi di conclusione dei lavori», dichiara Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale. La risposta, attesa dai pescatori, ancora non c’è.
Donatella Francesconi
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