La protesta
Al Varignano Don Milani ha fatto davvero scuola
Nell’istituto comprensivo c’è un disabile ogni dieci alunni La dirigente: inclusione e spazi dedicati per accogliere tutti
VIAREGGIO. Quest’anno gli alunni disabili hanno anche una stanza relax. Un locale attrezzato con cuscini e pavimento in parquet che la scuola ha comprato con i propri fondi e il Comune ha provveduto a montare. Accanto c'è una grande aula luminosa - il laboratorio artistico ricavato nell'ex refettorio scolastico - dove camminare, interagire, ascoltare, manipolare, colorare per imparare e per crescere nonostante le difficoltà e in base alle proprie potenzialità. Dall’altra parte del corridoio un secondo laboratorio per lavori di gruppo dove recuperare e potenziare le abilità di ciascuno.
Sono questi gli spazi che la scuola media dell'istituto comprensivo Don Milani al Varignano mette a disposizione degli alunni disabili e, in parte, anche degli studenti che hanno particolari esigenze educative. Spazi indispensabili dato che sono ben 22 i ragazzi e le ragazze con certificazione - praticamente uno ogni dieci iscritti - che frequentano la scuola.
Il tema degli alunni disabili a scuola e delle loro difficoltà di inserimento - specie quando, come ormai capita da anni, si riducono le ore di assistenza da parte di insegnanti di sostegno - è saltato all'attenzione dell'opinione pubblica alcuni giorni fa: una mamma di una alunna che frequenta la scuola al Varignano lamentava l'assenza dell'insegnante di sostegno per la figlia annunciando di volerla tenere a casa. E per questo motivo la dirigente scolastica dell'istituto, Nella De Angeli, ha voluto aprire le porte della scuola per mostrare cosa si fa alla Don Milani per questi studenti.
Una scuola particolare, come detto, che ha scelto di accogliere e fare dell'inclusione uno dei propri principi ispiratori: non solo a beneficio delle famiglie con figli disabili ma per venire incontro alle mutate e molteplici esigenze di tutti gli alunni.
«Va compreso l'aspetto emotivo delle famiglie di alunni disabili - precisa la dirigente scolastica - anzitutto perché viviamo in una società dove non ci sono molti servizi per ragazzi con disabilità». Ma la scuola però, anche in assegna di un insegnante dedicato (cioè il docente di sostegno) «non è mai venuta meno al suo ruolo». Ed ha lavorato allo scopo di garantire il personale necessario «nonostante ciò non dipenda dall'istituto e dalla sua dirigente». Nell'ambito delle nomine degli insegnanti di sostegno non individuati direttamente dall'ufficio scolastico territoriale per ciascuna scuola è stato necessario procedere all'analisi dei curricula di possibili sostituti per le cattedre disponibili e solo dopo andare alle convocazioni per l'assegnazione degli incarichi. Iter complessi e lunghi che hanno costretto a uno slittamento, inevitabile, delle nomine rispetto all'avvio dell'anno scolastico. Ma adesso i prof ci sono e anche tutte le attività per le quali la scuola è conosciuta. «I ragazzi disabili da noi partecipano ai viaggi di istruzione - conclude la dirigente - e per loro è nato il progetto piscina grazie al quale gli alunni possono svolgere attività presso la piscina comunale».
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