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«Perquisite i periti del gip» Il no all’archiviazione

«Perquisite i periti del gip» Il no all’archiviazione

VIAREGGIO. «Si evidenzia come le indagini svolte risultino incomplete e/o comunque non esaustive. In particolar modo, si sottolinea come il Gip non abbia autorizzato, nei confronti degli indagati,...

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VIAREGGIO. «Si evidenzia come le indagini svolte risultino incomplete e/o comunque non esaustive. In particolar modo, si sottolinea come il Gip non abbia autorizzato, nei confronti degli indagati, intercettazioni ambientali, telefoniche e informatiche verso le utenze ed e-mail in loro possesso, peraltro richieste dalla Procura stessa». Si oppongono all’archiviazione del procedimento penale aperto contro i periti dei gip Silvestri (Dario Vangi e Riccardo Licciardello) nel procedimento penale per il disastro ferroviario di quattro anni fa gli avvocati Tiziano Nicoletti, Gabriele Dalle Luche e Filippo Antonini, legali del sindacato dei ferrovieri “Orsa” e di alcuni familiari delle vittime. Archiviazione chiesta dalla Procura messa con le spalle al muro dai no ricevuti dal giudice per le indagini preliminari.

Due i filoni sui quali l’esposto delle parti civili chiedeva alla Procura di indagare: i rapporti ed i contratti che Riccardo Licciardello ha ammesso solo in aula, durante le udienze dell’incidente probatorio, di avere con Ferrovie a vario titolo; e la storia del report sulle vernici che ricoprivano l’asse che si è spezzato dando origine al deragliamento. In questo specifico caso, l’esposto presentato, sul quale gli avvocati chiedono il proseguimento delle indagini attraverso una serie di atti specifici, era relativo al fatto che agli atti del gip risultasse depositato un report delle analisi fatte al Csi di Bollate diverso da quello originale. Così diverso da portare a conclusioni opposte rispetto all’esito dei riscontri tecnici sulle mani di vernice apposte sopra l’asse.

Due vicende, quella dei contratti di Riccardo Licciardello (del quale lo stesso gip Silvestri viene a conoscenza solo in aula) e quella del report difforme dall’originale che sono solo una parte del controverso incidente probatorio che gli avvocati degli imputati di Ferrovie hanno difeso come punto fermo incontrovertibile per tutta la durata dell’udienza preliminare che si è conclusa a luglio con il rinvio a giudizio di tutti gli imputati.

Moretti in tv. È proprio sul rinvio a giudizio per il disastro ferroviario di Viareggio che venerdì sera la trasmissione “Virus” in onda sui Rai2 ha chiamato a rispondere lo stesso Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, uno degli imputati. «Ci sarà finalmente un processo, si verranno a confrontare le tesi - ha risposto Moretti - noi abbiamo relativa tranquillità. Perché le cose che ci dicono che hanno inciso quella botte (il picchetto di regolazione curve, ndr) sono cose che esistono in tutto il mondo, nessuno pensa a rimuoverle, e noi abbiamo dimostrato con semplici calcoli che è impossibile con quella forza resistente perforare la botte. Basta fare dei semplici calcoli ingegneristici...Io spero che i magistrati questa volta consentano di fare dei calcoli ingegneristici».

Donatella Francesconi

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