Il Tirreno

Versilia

Indagine della procura sulla cucciola abbandonata

Indagine della procura sulla cucciola abbandonata

Aperto un fascicolo sulla vicenda della cagnetta trovata in un bidone Per la legge abbandonare gli animali, tentare di ucciderli o rubarli sono reati

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MASSAROSA. Una pioggia di richieste di adozione per la cagnetta trovata abbandonata in un cassonetto lungo la via di Montramito. Ma anche un’inchiesta che potrebbe essere aperta nelle prossime ore dalla procura della repubblica di Lucca con ipotesi di reato che vanno dall’abbandono di animali, al la tentata uccisione di animali, al furto. Insomma, la storia raccontata dai volontari della associazione Nati Liberi Versilia, ha sì commosso mezza Versilia, ma fa anche riflettere sul rapporto tra gli esseri umani e gli animali.

L’inchiesta. A sollevare il caso di Camilla (questo il nome provvisorio affibbiato alla cagnetta) sono stati i volontari dell’associazione Nati liberi Versilia. Sono stati loro a raccogliere la chiamata dei dipendenti della pescheria La Sirena che, con grande sorpresa, hanno trovato il cane tra la spazzatura. E sempre loro hanno inviato un esposto alla polizia municipale e al sostituto procuratore Antonio Mariotti (che in passato ha già trattato altri casi di maltrattamenti di animali e canili abusivi). E la procura non ha tardato ad agire. L’esposto potrebbe portare all’apertura di un fascicolo e di un’inchiesta per chiarire esattamente come sono andati i fatti. Se il cane è stato rubato si potrebbe indagare per furto. E certo aver gettato un animale tra la spazzatura o averlo abbandonato potrebbe comportare altri guai.

Difficile il ritorno ai padroni. Da capire anche la situazione della cagnolina (una cucciolotta di 4-5 mesi simile a uno Yorkshire). Dal canile di Viareggio, per motivivi di privacy, non vengono fornite informazioni sulla presunta proprietaria di Camilla che si sarebbe presentata a reclamarla nei giorni scorsi dicendo di aver subito un furto. Purtroppo Camilla non aveva un microchip e, a quanto risulta al momento non era neanche iscritta all’anagrafe canina, quindi non è facile dimostrare chi fossero i proprietari.

Una casa provvisoria per Camilla. Subito dopo la diffusione della notizia del ritrovamento della scatenata cucciolina (pare che non stia mai ferma e continui a voler giocare) è partita una corsa all’adozione. Anche i familiari delle persone che l’hanno ritrovata, in primis, hanno manifestato interesse. Ma al momento Camilla è acasa di una delle volontarie che hanno contribuito a salvarla.

La “ribellione” dei volontari. L’associazione Nati Liberi, nonostante le richieste del canile, si è rifiutata di riconsegnare l’animale. Prima di far tornare Camilla in mano agli ex-proprietari vogliono che sia fatta chiarezza su quello che è accaduto. «Non è possibile - hanno detto nelle ore successive al ritrovamento - che un cane ritrovato in quella situazione, possa essere riconsegnato sic et simpliciter a chi lo reclama. E se fossero stati loro ad abbandonarlo? oppure se non fossero in grado di prendersene cura? Serve cautela». Così a Camilla è stata trovata una residenza momentanea in mani esperte e amorose in attesa di trovare la soluzione migliore per tutti. Il caso fa riflettere sui rapporti tra noi e gli animali domestici e su come la legge possa proteggere le creature più deboli. Mentre la burocrazia, a volte, agisce in maniera automatica restando sorda alle esigenze degli amici a quattro zampe.

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