Proteste
«I giovani devono poter sognare»
Il re delle gelaterie Federico Grom ospite: abbattiamo i vecchi schemi
CAPEZZANO. «Ci hanno scambiato per matti. Non avevamo soldi e non sapevamo fare il gelato. Ma avevamo deciso di inventare il gelato più buono del mondo». Federico Grom ha 40 anni e si definisce un contadino-gelataio. Assieme al socio Guido Martinetti dal nulla ha creato un impero composto da 62 punti vendita in Italia e nel mondo e dà lavoro a 600 “collaboratori” (termine che lui dice di preferire a dipendenti). «Dopotutto - ha spiegato l’imprenditore torinese ieri al centro direzionale Bocchette durante la cerimonia del premio Alveare - sono loro il volto della mia azienda. Con il loro lavoro mi permettono di stare qui a divertirmi».
Quando gli si chiede della crisi e delle opportunità per i giovani, da consumato attore sui palcoscenici del marketing, tira fuori una battuta a effetto. «Non siamo in una semplice crisi - esordisce - siamo nella merda più assoluta. Ma per i giovani è un occasione di cambiare il mondo e il lavoro. Bisogna però mettere da parte i vecchi schemi mentali».
Grom ammonisce i giovani parlando degli scontri con i demolitori dei sogni. «I primi sono i genitori - spiega - che preferiscono vedere i figli in professioni riconosciute». L’esempio è quello della nascita della sua azienda. «Io mi occupavo di finanza in una multinazionale - spiega - e il mio socio di enologia. Siamo stati illuminati sulla “via di Barbaresco” dopo aver letto un articolo di Carlo Petrini che lamentava la scomparsa del vero gelato artigianale. E da lì è nata l’idea recuperare il rapporto tra i prodotti naturali e di altissima qualità e il gelato».
La storia di successo seguita a quella strana illuminazione è raccontata nel libro "Grom. Storia di un'amicizia, qualche gelato e molti fiori",scritto a quattro mani da Federico e dal socio. Così il finale dell’intervento alle Bocchette è un altro messaggio per i giovani. «Bisogna saper sognare e al contempo saper trasformare i sogni in attività - spiega - le aziende devono capire che per i collaboratori anche l’emotional salary è fondamentale. E che ai giovani devono essere date responsabiltà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
