Sicurezza
Reteversilia, anche stavolta Monciatti non si fa vedere
VIAREGGIO. Si è concluso in meno di mezz’ora l'incontro convocato ieri pomeriggio nella sede della Provincia per discutere la vertenza relativa ai lavoratori licenziati di Reteversilia ed esaminare...
VIAREGGIO. Si è concluso in meno di mezz’ora l'incontro convocato ieri pomeriggio nella sede della Provincia per discutere la vertenza relativa ai lavoratori licenziati di Reteversilia ed esaminare i programmi di rilancio dell'emittente. In rappresentanza della proprietà non si è presentato nessuno. All'incontro erano presenti, oltre ai lavoratori e ai sindacalisti, gli assessori provinciali Francesco Bambini (delegato alle vertenze sindacali) e Mario Regoli (politiche del lavoro).
A questo punto sono 5 le mensilità non pagate ai lavoratori da parte della Misericordia, proprietaria della tv, e non si vede all’orizzonte un programma preciso anche se l'editore Roberto Monciatti ha riferito ad alcuni lavoratori che dopo che sarà rientrato da Roma ci saranno novità per gli stipendi. «È stata un’assenza grave quella della proprietà - dicono gli assessori - anche per le giustificazioni poco credibili contenute in una scarna comunicazione in cui Monciatti sosteneva che non poteva partecipare all’incontro e che nessuno era in grado di rappresentarlo. È un comportamento stigmatizzabile visto che sono stati licenziati 7 lavoratori, mentre era in atto un confronto col coinvolgimento delle parti. Confronto che aveva l'obiettivo di verificare i piani aziendali per affrontare e tentare di uscire dalla difficile situazione finanziaria dell'emittente».
Gli assessori provinciali hanno annunciato che chiederanno un incontro al prefetto in tempi brevi e che si attiveranno anche per stabilire un rapporto con il sistema regionale delle Misericordie. Oggi nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione Stampa a Firenze sono stati invitati a partecipare anche i lavoratori di Reteversilia. Infine il logo della tv, che compariva sulla facciata della sede in via Cavallotti è stato “oscurato” con un foglio di carta.
Roy Lepore
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