Toscana
Maxi bolletta per le frequenze radio della protezione civile
SERAVEZZA. «È veramente paradossale che in undici anni le due amministrazioni di sinistra che si sono susseguite alla guida del comune, con i sindaci Neri e Mazzucchi, non siano state in grado di...
SERAVEZZA. «È veramente paradossale che in undici anni le due amministrazioni di sinistra che si sono susseguite alla guida del comune, con i sindaci Neri e Mazzucchi, non siano state in grado di individuare un errore di queste proporzioni». A puntare il dito contro la giunta comunale di Seravezza è Riccardo Cavirani, consigliere comunale della lista "Niccoletti", in seguito ad un fatto che ha dell'incredibile: nell'ultimo consiglio comunale tenutosi lo scorso lunedì sarebbe stata infatti inserita nell'ordine del giorno la votazione di un debito fuori bilancio di circa 18mila euro per il mancato pagamento, dal 2002 ad oggi, delle frequenze radio utilizzate dalla protezione civile comunale. Una cifra davvero considerevole che, come sottolinea lo stesso Cavirani, «avremmo potuto pagare anno per anno evitando così di doverla versare in un'unica soluzione».
«Una svista del genere- prosegue il consigliere- è veramente preoccupante anche perché ci costringe a rinunciare di colpo a 18mila euro che avrebbero potuto essere utilizzati per realizzare una complessiva opera di pulizia e recupero delle aree verdi, oppure destinati ad incrementare le risorse per il sociale. Non è la prima volta - fa poi presente Cavirani - che la maggioranza presta il fianco a scivoloni che fanno riflettere circa la serietà con cui si gestisce la macchina amministrativa e per questo il nostro voto su questo punto è stato contrario».
Pronta la risposta del sindaco Neri che, se da un lato non può non ammettere che l'errore c'è stato, dall'altro rassicura i cittadini. «Purtroppo un tempo il canone era unico per le frequenze di polizia municipale e protezione civile: i nostri uffici hanno commesso un errore per tutti questi anni continuando a pagarne solo uno quando le nuove normative scindevano le due "bollette". I 18mila euro però - dichiara Neri - sono quello che dovevamo allo Stato in questi anni, per cui è giusto pagare: con i fondi sbloccati poi dalla variazione di bilancio attuata proprio lunedì, questa spesa non andrà affatto ad intaccare il piano di lavori pubblici che abbiamo in mente come amministrazione. Tutto procederà come prima».
Gabriele Buffoni
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