Il dolore
Documenti negati a un cittadino Il Comune paga
L’amministrazione deve versare le spese legali dopo la sconfitta al Tar. Malumori in maggioranza
CAMAIORE. Non solo il Comune alla fine le carte che aveva chiesto ha dovuto mostrargliele. Ma otterrà anche un risarcimento dall'ente pubblico di 2.500 euro, più o meno le spese legali. E così l’amministrazione in consiglio comunale si becca il rimprovero di Fabio Pezzini e Andrea Favilla.
Doppia vittoria per un cittadino che, vistosi chiudere in faccia le porte dal Comune di Camaiore, ha avviato una sua personalissima battaglia per la trasparenza. Motivo del contendere il diniego degli uffici comunali alla richiesta di accesso agli atti presentata da un privato: un cittadino che voleva lumi su un progetto di ristrutturazione di un albergo. Alla richiesta del cittadino - che riteneva di poter subire danni al proprio appartamento dai lavori all'albergo Principe del viale Pistelli (chiuso da tempo e per il quale è stato chiesto uno svincolo da parte della società Dierre srl) - gli uffici in prima istanza avevano replicato con un diniego appellandosi al "segreto industriale" e al fatto che la pratica per la trasformazione dell'hotel in appartamenti era ancora in itinere. Il cittadino però, avvalendosi della consulenza dell'avvocato Massimiliano Micheli, si era opposto al rifiuto e aveva fatto ricorso al Tar. Nel frattempo gli uffici hanno però cambiato idea mostrando le carte, ma l'iter giudiziario è andato avanti, ed è arrivata la condanna per il Comune. I giudici hanno però preso atto del fatto che i documenti sono stati mostrati al cittadino, multando l'ente pubblico di 'soli' 2 mila euro. «Una pratica edilizia - si legge sulla sentenza - non può sottendere un segreto industriale e finanziario genericamente addotto. L'interesse a visionare i documenti relativi all'istanza di permesso di costruire sussiste». Per i giudici anche nella fase istruttoria un vicino può essere interessato a intervenire ad esempio «evidenziando eventuali distanze non rispettate o altri elementi lesivi emergenti dalla lettura degli elaborati grafici». Così nell'ultima seduta utile il consiglio comunale è stato costretto ad approvare un debito fuori bilancio di 2.500 euro, necessarie a coprire la spesa. «Secondo la nostra interpretazione - spiega Marcello Pierucci, vice sindaco di Camaiore - l'accesso agli atti c'è ad iter burocratico terminato. Ma per il Tar l'interpretazione è diversa, e ne prendiamo atto. In quel caso avremmo potuto chiedere un parere legale, e al Comune sarebbe comunque costato di più dei 2.500 euro che ci chiedono ora. D'ora in poi è ovvio che ci muoveremo in modo diverso in presenza di casi analoghi. E comunque - ribadisce il vicesindaco - gli atti erano stati comunque mostrati al cittadino prima delle sentenza del Tar».
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