Il Tirreno

Versilia

Le focaccine del Forte pronte ad “emigrare”

di Valentina Landucci

La proprietà della storica pizzeria Orlando sta valutando l’apertura di un locale pilota a Firenze. Il motivo? «Da noi è sparito il turismo dei giovani»

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FORTE DEI MARMI. Forte dei Marmi è la località turistica di prestigio che tutti oggi conosciamo lo si deve anche a posti come Orlando. Il “tempio” della focaccina del Forte dove è nata la tradizione di questo gustoso spuntino trasformato in un simbolo delle vacanze in Versilia.

Eppure questo “marchio” di qualità per la ristorazione e il turismo fortemarmino potrebbe emigrare, mettere radici anche fuori dai confini della località dove è nato: a Firenze. Il motivo? Far fronte al cambiamento del modo di fare turismo in Versilia dove l’estate, professionalmente parlando, non basta più per far quadrare i conti di un’intero anno di attività.

Ad avanzare questa ipotesi, tutt’altro che peregrina, è stato alcuni giorni fa su Facebook uno dei titolari della pizzeria Orlando, Piero Tosi. Poche righe che hanno scatenato l’immediata reazione dei “seguaci” sul social network. «Le offerte, o meglio gli inviti, sono molti - scrive Tosi ricordando addirittura di proposte da Malindi, Mosca e Hong Kong - fino ad oggi la risposta era la stessa, quella che ripeteva sempre Orlando: chi vuole mangiare queste focaccine deve venire al Forte, ma i tempi cambiano, soprattutto le situazioni». Già perché quelli che mangiavano le focaccine di Orlando ci sono sempre ma sono sempre meno, spiega Tosi.

«La stagione di Forte non è più quella di una volta - continua Tosi - negli anni ‘80 e ‘90 avevamo la possibilità di lavorare 20 ore al giorno, da mezzogiorno con il locale pieno e la possibilità di servire la gente in spiaggia dove non c'era ristorazione, passando dalla cena alla notte. Ora anche la notte è sparita: un po’ perché sono cambiate le abitudini delle persone. Un po’ perché hanno chiuso posti come la Canniccia, il Midhò, i locali deputati al divertimento notturno. Forte e la Versilia purtroppo un po’ per i prezzi e un po’ offerta spaventano i giovani. Manca soprattutto la fascia dai 18 ai 30 anni». E senza divertimento e attrattive addio anche allo spuntino sfizioso da Orlando nel cuore della notte. «Il nostro zoccolo duro resta la cena - continua Tosi - siamo sempre al completo: Forte è un posto per famiglie e da noi si trovano bene. Restiamo aperti anche a pranzo, a differenza di altri che si sono trovato costretti a chiudere». Ma il giro d’affari non è più quello di una volta. E la proprietà ha cominciato a guardarsi intorno «anche per diffondere il nostro nome e quello di Forte altrove». Da qui l’idea di aprire a Firenze come prima tappa. «Vediamo se è un percorso fattibile - conclude Tosi - Ma non è una cosa certa. Dobbiamo valutare se questa tipologia di locale può funzionare al di fuori di Forte. Ma ci stiamo pensando e ci siamo dati un anno di tempo per decidere di aprire un locale pilota a Firenze».

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