Sicurezza
Imprenditore rivale rapito svolta nel processo a Romanini
Per il giudice il procedimento deve essere trasferito da Firenze a Lucca per incompetenza territoriale Per l’omicidio il pm, prima di concludere le indagini, chiede di ascoltare altri due testimoni
CAMAIORE. Si apre il processo che vede contrapposti gli ex soci in affari Roberto Romanini e Loreno Dalla Valle. Sul banco degli imputati, in questo caso, c’è l’imprenditore camaiorese che è tutt’ora in carcere con accuse come estorsione sequestro di persona. Ma dal tribunale di Firenze arriva subito un colpo di scena. Il giudice ha infatti accolto la richiesta del legale di Romanini, l’avvocato Maurizio Tonnarelli, che inoltrato una richiesta di spostamento del processo per “incompetenza territoriale”.
La battaglia in aula e il confronto tra i due contendenti dovrà quindi aver luogo di fronte alla Corte di Assise nel tribunale di Lucca e non più a Firenze dove l’indagine era stata aperta dalla Direzione distrettuale antimafia.
Tra l’altro Romanini, che non ci sta a essere sul banco degli imputati, ha controdenunciato l’ex socio diventato rivale accusandolo di truffa ai suoi danni. Un altro processo è infatti già stato aperto a Viareggio e anch’esso, a questo punto, dovrà avere il suo epilogo a Lucca. Saranno due giudici diversi a stabilire le loro verità sull’intricata vicenda. Romanini si trova in carcere dal febbraio scorso dopo un blitz della squadra mobile della polizia nella sua villa nella zona del Torrone a Camaiore. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Firenze (a cui spettano i casi di estorsione)Romanini nel 2006 organizzò un sequestro-lampo contro Loreno Dalla Valle, 56 anni, imprenditore italo-finlandese anche lui con interessi nel settore dei funghi. L'obiettivo era fargli firmare un contratto-capestro, che avrebbe regalato a Romanini 3 milioni e mezzo di euro, oltre che l'esclusiva sul mercato dei porcini in Finlandia. Nella sua denuncia Dalla Valle dice di essere stato incappucciato e rinchiuso in una capanna con una pistola puntata contro. Per rafforzare le sue minacce Romanini avrebbe detto di voler inviare alla moglie di Dalla Valle un filmato in cui quest’ultimo ha un rapporto con una prostituta brasiliana.
Finora Romanini si è difeso definendo impossibile il sequestro, visto che quel giorno - secondo quanto confermato anche da alcuni testimoni citati dall’avvocato Tonnarelli - l’imprenditore si sarebbe trovato al mare. Inoltre Romanini afferma di essere stato lui vittima di un raggiro da parte di Dalla Valle (quest’ultima vicenda è oggetto del secondo processo)
Prima dell’arresto Romanini era già indagato per l'omicidio del cugino Stefano, imprenditore edile, assassinato sotto casa in via Cesare Battisti a Camaiore l'8 febbraio del 2011 con 15 colpi di pistola. La chiusura delle indagini per questa vicenda era attesa per la fine dell’estate. Ma a quanto pare, prima di inoltrare le richieste di rinvio a giudizio, il pm Fabio Origlio vuole ascoltare altri due testimoni. (g.d.)
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