Il Tirreno

Versilia

Istituto alberghiero, lettera aperta dai genitori al sindaco Betti

Istituto alberghiero, lettera aperta dai genitori al sindaco Betti

VIAREGGIO. Scrivono al sindaco Leonardo Betti i genitori degli studenti dell’Istituto alberghiero Marconi che al primo cittadino si rivolgono con una lettera aperta «perché non ci ha mai ricevuto,...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Scrivono al sindaco Leonardo Betti i genitori degli studenti dell’Istituto alberghiero Marconi che al primo cittadino si rivolgono con una lettera aperta «perché non ci ha mai ricevuto, nonostante le nostre ripetute richieste». Al sindaco i genitori chiedono «una risposta chiara sulla questione della nostra scuola, come merita la "nuova politica" che lei dice di voler fare».

Risulta - prosegue la lettera - «che la Provincia già da tempo si è resa disponibile a prendersi in carico il piano superiore dell'edificio per darlo al Marconi e più volte le ha sollecitato una delibera di trasferimento. Ma il Comune non si muove. Sembra che per la delibera di affidamento del secondo piano ci siano ostacoli per il vincolo esistente nell'atto di cessione dell'immobile dalla Regione al Comune. Esso prevede che si assicuri soddisfazione ad eventuali richieste di accoglienza per turismo/studio a figli di immigrati all'estero. Non siamo esperti in materia, ma ci sembra un ostacolo risibile. Se , comunque, obiettasse che, formalmente il vincolo impedisce l'uso scolastico, le precisiamo che la scuola dei nostri figli è un alberghiero e, quindi, specialmente nel periodo estivo ha tutta la possibilità di dare ospitalità, anche con le necessarie competenze professionali. Questa sarebbe anche l'occasione di stages per gli studenti. In ultimo, aggiungiamo che il Comune potrebbe fare l'atto di trasferimento semplicemente trasferendo anche il vincolo al nuovo soggetto».

I genitori ricordano di «ritenere interesse di chi amministra avere una scuola alberghiera che sia un suo fiore all'occhiello e che un qualsiasi investimento su di essa sia importante per l'intera città, per la sua immagine, per la sua economia».

In particolare, però, aggiunge la lettera aperta «i nostri figli hanno diritto di svolgere il lavoro scolastico così come previsto dagli ordinamenti e dai programmi; non possono apprendere il futuro(ce lo auguriamo) mestiere, quello di cuochi, camerieri, receptionist, senza svolgere pratica. Questo oggi non è possibile per mancanza di laboratori . I nostri figli pagano le tasse scolastiche per qualcosa che non hanno; usciranno in una condizione di minore professionalità rispetto ai ragazzi di altre scuole dello stesso indirizzo e ciò peserà nel mondo del lavoro; rischiano, infine, di non trovare occupazione e comunque non potranno presentare a pieno quelle competenze professionali per cui noi li facciamo studiare ( spesso con sacrificio)».

I genitori che si sono rivolti al sindaco, concludono così: «Aspettiamo una risposta chiara e soprattutto che si facciano subito delibere risolutive».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini